Inno delle nazioni (1862) Arrigo Boito Popolo Gloria pei cieli altissimi, pei culminosi monti, pei limpidi orizzonti gemmati dì splendor. In questo dì giocondo balzi di gioia il mondo, perchè vicino agli uomini è il regno dell'Amor! Gloria! I venturi popoli ne cantin la memoria, gloria pei cieli! Gloria! Bardo Spettacolo sublime! Ecco - dai lidi remoti della terra, ove rifulge cocentemente il sol, ove distende bianco manto la neve, una migrante schiera di navi remigar per l'acque degl'ampli oceani, ed affollarsi tutte verso un magico tempio, ed in quel tempio spargere a mille a mille i portentosi miracoli del genio! E fuvvi un giorno che passò furiando, quel bieco fantasma della guerra; allora udissi un cozzar d'armi, un saettar di spade, un tempestar di carri e di corsieri, un grido di trionfo e un uluante urlo e colà ove fumò di sangue il campo di battaglia, un luttuoso campo santo levarsì, e un'elegia di preghiere, di pianti e di lamenti. Ma in oggi un soffio di serena dea spense quell'ire, e se vi fur in campo avversarii crudeli, oggi non v'ha In quel tempio che Umana Fratellanza, e a Dio che il volle alziam di laudi un canto. Bardo e popolo Signor, che sulla terra rugiade spargi e fior e nembi di fulgori e balsami d'amor; fa che la pace torni coi benedetti giorni, e un mondo di fratelli sarà la terra allor. Salve, Inghilterra, regina dei mari, vessillo antico di libertà! Salve, Inghilterra, salve, salve! O Francia, tu, che spargesti il generoso sangue per una terra incatenata, salve, o Francia, salve! O Italia, o patria mia tradita, che il cielo benigno, ti sia propizio ancora, fino a quel dì che libera tu ancor risorga al sole! O Italia, o Italia, o patria mia!