la fine dei tempi nell'epoca della sua riproducibilità tecnica

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Categoria Economia

Industria culturale, il punto della situazione

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. Prima che l’insipido teologo Vito Mancuso lanciasse la pietra dello scandalo, su queste pagine era già iniziata una discussione sulla questione Mondadori con Whatsgoingon, Luca Massaro, Dahlgren e Giulio Mozzi. Ma poiché la questione rischiava di banalizzarsi nell’ennesima chiacchiera sul conflitto d’interessi, mi è parso opportuno darle una statura più seria. [...]

La fabbrica dell’indipendenza

A partire dagli anni Cinquanta e Sessanta, l’industria e il mercato erano stati messi in questione in quanto industria e in quanto mercato, per via di una confusione tra limiti contingenti (storici) e limiti necessari (sostanziali). Dalla fine degli anni Settanta, funzionando a pieno regime una vera e propria “economia del desiderio”, la contestazione si [...]

Critica della cultura di massa e cultura della critica di massa

Le prime critiche dell’industrializzazione (e dell’industrializzazione della cultura) sorgono con l’industrializzazione stessa. Da principio, la questione principale riguarda le condizioni di lavoro degli operai. Negli 1810 degli artigiani inglesi del settore tessile si dedicarono alla distruzione delle macchine industriali, ispirati dal leggendario operaio Ned Ludd, di cui si racconta che alla fine del Settecento, in [...]

L’invenzione della cultura di massa

Comincia tutto con gli spilli. Quanto ci mette un uomo solo a fare un piccolo, insignificante, spillo? Ci mette troppo tempo, questa è la risposta. Ma se gli uomini sono più d’uno, e lavorano assieme, e si dividono le mansioni, produrranno quello spillo in molto meno tempo, ovvero ne produrranno di più: duecento quaranta volte [...]

Cash from Chaos

Alla fine degli anni Settanta un gruppo di giovani sottoproletari inglesi giunse in vetta alle classifiche musicali di tutto l’Occidente, con un pugno di pezzi rock sgraziati e trascinanti che inneggiavano all’anarchia. Il loro nome era Sex Pistols e il loro stile “brutto, sporco e cattivo”, fatto di provocazioni estreme, prese il nome di punk. [...]

La divisione libri

Da una mia battuta sull’annosa questione degli autori che pubblicano per Mondadori è sorta una piccola discussione (nei commenti) con Giulio Mozzi, che mi ha convinto a ricorrere alle maniere forti e iniziare a pubblicare una serie di post a proposito dell’industria culturale e delle sue contraddizioni: qui faccio il punto sul catalogo Mondadori e in [...]

La società del desiderio

Nel suo studio sull’iperconsumismo contemporaneo Una felicità paradossale, il sociologo francese Gilles Lipovetsky descrive una rottura importante nella storia della società industriale, avvenuta dopo la seconda guerra mondiale. Una vera e propria rivoluzione, dalla quale sorge la “società del desiderio”. Una società nella quale tutta la quotidianità si trova impregnata dall’immaginario del benessere consumista, da [...]

Forse perché nulla è

Bisogna ammettere che tutto è diventato più semplice. Le grandi catene di vendita al dettaglio, come la Fnac, propongono un settore «indipendente» in cui esporre artisti indipendenti veri e presunti, e sponsorizzano festival di musica indipendente. Lo slogan anticonformista della catena “Certifié non-conforme” nasconde come può la vera natura della Fnac: una multinazionale di 143 [...]