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	<title>Commenti a: La regola del gioco</title>
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	<description>la fine dei tempi nell&#039;epoca della sua riproducibilità tecnica</description>
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		<title>Di: RAV</title>
		<link>http://www.eschaton.it/blog/?p=2073&#038;cpage=1#comment-52008</link>
		<dc:creator>RAV</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:14:21 +0000</pubDate>
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		<description>Prof. Caracciolo, è un vero peccato che non abbia letto la fine del post, il quale peraltro dalla sua vicenda trae soltanto spunto. Il problema è che &quot;le norme elementari di correttezza&quot; sono diverse secondo lo sport che si pratica: dare un pugno in una partita di tennis è ben diverso che darlo in un incontro di boxe, e lei -- sfortunatamente e senza volerlo -- è stato trascinato in un incontro di boxe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prof. Caracciolo, è un vero peccato che non abbia letto la fine del post, il quale peraltro dalla sua vicenda trae soltanto spunto. Il problema è che &#8220;le norme elementari di correttezza&#8221; sono diverse secondo lo sport che si pratica: dare un pugno in una partita di tennis è ben diverso che darlo in un incontro di boxe, e lei &#8212; sfortunatamente e senza volerlo &#8212; è stato trascinato in un incontro di boxe.</p>
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		<title>Di: Antonio Caracciolo</title>
		<link>http://www.eschaton.it/blog/?p=2073&#038;cpage=1#comment-52007</link>
		<dc:creator>Antonio Caracciolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:53:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto l’inizio del post e non giungo alla fine. Non ho tempo per tutti quelli che con gioia evidente si sono uniti alla battuta di caccia. La mia posizione è assolutamente semplice: libertà di pensiero e di ricerca per tutti. Ho notato questo schema mentale nei miei avversari: quelle tali idee sono aberranti; la libertà di pensiero e di ricerca sono altra cosa. In tal modo erano certamente aberranti le idee copernicane rispetto a quelle tolemaiche. La mia posizione è che le idee sono sempre libere: i roghi sono l’altra faccia della medaglia. Di cosiddetto “negazionismo” ovvero revisionimsmo in relazione ai campi di concentramento non ne so proprio nulla: non è il mio mestiere e non mi attrae neppure come mestiere. Come devo dirvelo? Cantando? Quanto alla mia critica ad Israele è del tutto legittima ed in ultimo si trova in linea con il rapporto Goldstone. Quanto all’ebraismo in quanto religione rientra come materia nel mio blog espressamente dedicato alla “Storia critica delle religioni”. Sono dell’avviso che “ebraismo” e ‘sionismo” non siano la stessa cosa, ma è egualmente lecita la critica di entrambi. Chiacchierate pure quanto volete. Non starò ad ascoltarvi. Ma vi rammento le norme elementari di correttezza. Sta a voi rispettarle o meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l’inizio del post e non giungo alla fine. Non ho tempo per tutti quelli che con gioia evidente si sono uniti alla battuta di caccia. La mia posizione è assolutamente semplice: libertà di pensiero e di ricerca per tutti. Ho notato questo schema mentale nei miei avversari: quelle tali idee sono aberranti; la libertà di pensiero e di ricerca sono altra cosa. In tal modo erano certamente aberranti le idee copernicane rispetto a quelle tolemaiche. La mia posizione è che le idee sono sempre libere: i roghi sono l’altra faccia della medaglia. Di cosiddetto “negazionismo” ovvero revisionimsmo in relazione ai campi di concentramento non ne so proprio nulla: non è il mio mestiere e non mi attrae neppure come mestiere. Come devo dirvelo? Cantando? Quanto alla mia critica ad Israele è del tutto legittima ed in ultimo si trova in linea con il rapporto Goldstone. Quanto all’ebraismo in quanto religione rientra come materia nel mio blog espressamente dedicato alla “Storia critica delle religioni”. Sono dell’avviso che “ebraismo” e ‘sionismo” non siano la stessa cosa, ma è egualmente lecita la critica di entrambi. Chiacchierate pure quanto volete. Non starò ad ascoltarvi. Ma vi rammento le norme elementari di correttezza. Sta a voi rispettarle o meno.</p>
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		<title>Di: Valerio Mele</title>
		<link>http://www.eschaton.it/blog/?p=2073&#038;cpage=1#comment-51999</link>
		<dc:creator>Valerio Mele</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:30:31 +0000</pubDate>
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		<description>Il &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&quot;rasoio di Occam&quot;&lt;/a&gt; è la &lt;i&gt;metafora&lt;/i&gt; che più si avvicina a questa metodologia di semplificazione... il trionfo del più semplice sul complesso, sul molteplice. Ma, nel modello panottico contemporaneo giocano anche altri criteri... le coordinate della mappa non sono solo le cartesiane x e y, ma x, y, z... e il tempo, inteso come velocità, in relazione allo spazio (v=s/t), all&#039;individuazione della coordinata (il tempo necessario, nel caso del professore, per capire e approfondire... e che è immensamente più lento di un minuto al telegiornale). Dunque i criteri di individuazione, che non sono freddamente matematici, ritornano ad essere taglienti (come il rasoio su citato) con il &lt;i&gt;panopticon&lt;/i&gt; contemporaneo, che mira alla sorveglianza totale anche con approssimazioni virtuali, alla sostituzione della realtà con un modello (riuscendoci con buona &quot;approssimazione&quot; appunto... &lt;i&gt;chi se ne frega della scientificità del metodo usato! l&#039;importante e l&#039;efficacia! &quot;Dio riconoscerà i suoi&quot;! chi se ne frega se sotto i pixel e il 3D la realtà scompare! Comunque se ne ha un&#039;immagine digitale verosimile...&lt;/i&gt; e tanto basta ad appagare il trionfo del più semplice, del senso comune elevato ad ipostasi stellare, del &lt;i&gt;meme&lt;/i&gt; cosmico).
Il professore in questione ha lasciato troppe tracce di sé intrappolabili nel modello negazionista... inutile difendersi: Google earth ha già messo una bandierina nella sua (ipotetica, ma possibile...) mappa dei negazionisti...
E comunque c&#039;è qualcosa che lega la &quot;castrazione&quot; (la linearizzazione, l&#039;uso della barra del significante, del fallo caduto) e dunque il desiderio, a queste semplificazioni... Il &quot;rasoio di Occam&quot; per lo meno conservava nella sua metafora una traccia di questo erotismo che ci sradica dal territorio non senza violenza.

(Anche la faccenda del &quot;grandangolo&quot; ricorda &quot;Google earth&quot;... e le sue foto a 360°, una volta scesi sul &quot;territorio&quot;).

PS: magari anche questo post e i suoi commenti sono &quot;lenti&quot;... ma la lentezza è anche un&#039;ottima strategia per rendersi invisibili al modello, che non capisce le eccezioni... specie quando sono troppo singolari e complesse... e non sono assimilabili ad altro, al più semplice... sono &lt;i&gt;blurred&lt;/i&gt;, sfocate, indistinguibili.
Oppure si potrebbero inventare nuovi criteri di semplificazione che contrastino quelli del paradigma panottico, per far emergere la dismisura del dettaglio (&lt;a href=&quot;http://valeriomele.splinder.com/post/21609953/La+somma+delle+parti+è+maggio&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&quot;La somma delle parti è maggiore del tutto&quot;&lt;/a&gt;, Tele Aristo).
Insomma l&#039;antica strategia ferina: nascondersi, confondersi o lottare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam" rel="nofollow">&#8220;rasoio di Occam&#8221;</a> è la <i>metafora</i> che più si avvicina a questa metodologia di semplificazione&#8230; il trionfo del più semplice sul complesso, sul molteplice. Ma, nel modello panottico contemporaneo giocano anche altri criteri&#8230; le coordinate della mappa non sono solo le cartesiane x e y, ma x, y, z&#8230; e il tempo, inteso come velocità, in relazione allo spazio (v=s/t), all&#8217;individuazione della coordinata (il tempo necessario, nel caso del professore, per capire e approfondire&#8230; e che è immensamente più lento di un minuto al telegiornale). Dunque i criteri di individuazione, che non sono freddamente matematici, ritornano ad essere taglienti (come il rasoio su citato) con il <i>panopticon</i> contemporaneo, che mira alla sorveglianza totale anche con approssimazioni virtuali, alla sostituzione della realtà con un modello (riuscendoci con buona &#8220;approssimazione&#8221; appunto&#8230; <i>chi se ne frega della scientificità del metodo usato! l&#8217;importante e l&#8217;efficacia! &#8220;Dio riconoscerà i suoi&#8221;! chi se ne frega se sotto i pixel e il 3D la realtà scompare! Comunque se ne ha un&#8217;immagine digitale verosimile&#8230;</i> e tanto basta ad appagare il trionfo del più semplice, del senso comune elevato ad ipostasi stellare, del <i>meme</i> cosmico).<br />
Il professore in questione ha lasciato troppe tracce di sé intrappolabili nel modello negazionista&#8230; inutile difendersi: Google earth ha già messo una bandierina nella sua (ipotetica, ma possibile&#8230;) mappa dei negazionisti&#8230;<br />
E comunque c&#8217;è qualcosa che lega la &#8220;castrazione&#8221; (la linearizzazione, l&#8217;uso della barra del significante, del fallo caduto) e dunque il desiderio, a queste semplificazioni&#8230; Il &#8220;rasoio di Occam&#8221; per lo meno conservava nella sua metafora una traccia di questo erotismo che ci sradica dal territorio non senza violenza.</p>
<p>(Anche la faccenda del &#8220;grandangolo&#8221; ricorda &#8220;Google earth&#8221;&#8230; e le sue foto a 360°, una volta scesi sul &#8220;territorio&#8221;).</p>
<p>PS: magari anche questo post e i suoi commenti sono &#8220;lenti&#8221;&#8230; ma la lentezza è anche un&#8217;ottima strategia per rendersi invisibili al modello, che non capisce le eccezioni&#8230; specie quando sono troppo singolari e complesse&#8230; e non sono assimilabili ad altro, al più semplice&#8230; sono <i>blurred</i>, sfocate, indistinguibili.<br />
Oppure si potrebbero inventare nuovi criteri di semplificazione che contrastino quelli del paradigma panottico, per far emergere la dismisura del dettaglio (<a href="http://valeriomele.splinder.com/post/21609953/La+somma+delle+parti+è+maggio" rel="nofollow">&#8220;La somma delle parti è maggiore del tutto&#8221;</a>, Tele Aristo).<br />
Insomma l&#8217;antica strategia ferina: nascondersi, confondersi o lottare.</p>
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	<item>
		<title>Di: .</title>
		<link>http://www.eschaton.it/blog/?p=2073&#038;cpage=1#comment-51998</link>
		<dc:creator>.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:09:46 +0000</pubDate>
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		<description>non ero ironico: cerco di non esserlo mai, tra estranei. mi chiedo davvero se avrebbe successo un giornale che minimizza e attenua. confesso che l&#039;aria di tragedia imminente mi allontana dalla lettura dei giornali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non ero ironico: cerco di non esserlo mai, tra estranei. mi chiedo davvero se avrebbe successo un giornale che minimizza e attenua. confesso che l&#8217;aria di tragedia imminente mi allontana dalla lettura dei giornali.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gabriele</title>
		<link>http://www.eschaton.it/blog/?p=2073&#038;cpage=1#comment-51994</link>
		<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 14:38:34 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Raffaele, mi sembra che tu abbia colto esattamente il punctum dolens nell&#039;affaire Caracciolo. Il personaggio in questione è in effetti &quot;mostruoso&quot; - si dovrebbe scrivere una vera e propria psicopatologia dei negazionisti, che sarebbe, oltre che assai divertente, molto istruttiva per capire lo stile psicologico di pensiero e di intervento pubblico dei vari personaggi coinvolti. Caracciolo è mostruoso proprio quando pretende, con insopportabile sicumera - pari solo alla sua improntitudine stilistica e grammaticale - di fornire la vera verità dietro il velame delle menzogne (che guarda caso sono sempre, o quasi sempre giudaiche), e di farlo adottando uno stile (para-)scientifico (in effetti il Caracciolo mi era giá noto come editore dei suoi &quot;Carl Schmitt Studien telematici&quot;, più come curatore di qualche altro testo edito del giurista di Plettenberg: su &quot;questo&quot; Caracciolo non credo valga quanto scrivo qui). La questione qui non è quella degli eufemismi nella sfera pubblica, come vorrebbe sottolineare ironicamente il commento prima del mio, vale a dire quella di una pretesa moralità intrinseca nella parrhesìa (che nasconde inevitabilmente il suo contrario, ovvero quello di una &quot;scatologia politicamente attiva&quot;: come cioè il bambino che dice cacca-cacca per farsi notare); ma quella di una fondamentale, sistematica ed egomanica paranoia che occorre denunciare specie per il suo carattere cialtronesco, prima ancora che disonesto. Insomma: i negazionisti sono prima di tutto stupidi...
(Nota finale: per negazionisti non intendo qui tanto la corrente storiografica che intende negare, o relativizzare, la portata dello sterminio nazista degli ebrei, quanto piuttaosto coloro che intendono procedere all&#039;individuazione di una verità qualsiasi per via negationis, una via prima di tutto psicologicamente soggettiva, ovvero fondata sull&#039;ipertrofia dell&#039;io che dice &quot;no&quot;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Raffaele, mi sembra che tu abbia colto esattamente il punctum dolens nell&#8217;affaire Caracciolo. Il personaggio in questione è in effetti &#8220;mostruoso&#8221; &#8211; si dovrebbe scrivere una vera e propria psicopatologia dei negazionisti, che sarebbe, oltre che assai divertente, molto istruttiva per capire lo stile psicologico di pensiero e di intervento pubblico dei vari personaggi coinvolti. Caracciolo è mostruoso proprio quando pretende, con insopportabile sicumera &#8211; pari solo alla sua improntitudine stilistica e grammaticale &#8211; di fornire la vera verità dietro il velame delle menzogne (che guarda caso sono sempre, o quasi sempre giudaiche), e di farlo adottando uno stile (para-)scientifico (in effetti il Caracciolo mi era giá noto come editore dei suoi &#8220;Carl Schmitt Studien telematici&#8221;, più come curatore di qualche altro testo edito del giurista di Plettenberg: su &#8220;questo&#8221; Caracciolo non credo valga quanto scrivo qui). La questione qui non è quella degli eufemismi nella sfera pubblica, come vorrebbe sottolineare ironicamente il commento prima del mio, vale a dire quella di una pretesa moralità intrinseca nella parrhesìa (che nasconde inevitabilmente il suo contrario, ovvero quello di una &#8220;scatologia politicamente attiva&#8221;: come cioè il bambino che dice cacca-cacca per farsi notare); ma quella di una fondamentale, sistematica ed egomanica paranoia che occorre denunciare specie per il suo carattere cialtronesco, prima ancora che disonesto. Insomma: i negazionisti sono prima di tutto stupidi&#8230;<br />
(Nota finale: per negazionisti non intendo qui tanto la corrente storiografica che intende negare, o relativizzare, la portata dello sterminio nazista degli ebrei, quanto piuttaosto coloro che intendono procedere all&#8217;individuazione di una verità qualsiasi per via negationis, una via prima di tutto psicologicamente soggettiva, ovvero fondata sull&#8217;ipertrofia dell&#8217;io che dice &#8220;no&#8221;)</p>
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		<title>Di: .</title>
		<link>http://www.eschaton.it/blog/?p=2073&#038;cpage=1#comment-51993</link>
		<dc:creator>.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 13:48:20 +0000</pubDate>
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		<description>potremmo fare un giornale che ripudia l&#039;enfasi ed usare procedimenti inversi, altrettanto truffaldini. ad es. potremmo scrivere &quot;qualche difficoltà in iraq, alcuni morti&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>potremmo fare un giornale che ripudia l&#8217;enfasi ed usare procedimenti inversi, altrettanto truffaldini. ad es. potremmo scrivere &#8220;qualche difficoltà in iraq, alcuni morti&#8221;.</p>
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