La semilegittimità democratica
11 gennaio 2009
Si les gouvernants ne doivent agir qu’en vertu de la loi, il est evident que cette loi ne peut pas etre leur volonté, mais celle des gouvernés.
E.-J. Sieyès

Una spiacevole conseguenza della sovranità popolare è che la responsabilità della violenza esercitata dallo Stato ricade sul popolo. Essendosi inoltre diffusa l’opinione che non esiste violenza legittima, è dunque ovvio che per liberarsi da eventuali sensi di colpa gli elettori democratici tendono a votare chi gli nasconde meglio la violenza che esercita per loro conto. Il sistema democratico consiste perciò nel mascheramento degli interessi sotto forma di principi e valori, che è ciò che intendiamo per ideologia. Quando però questo mascheramento viene a cadere nell’esercizio effettivo del potere statale, per conservare l’innocenza basta che vi sia un rappresentante imperfetto sul quale fare ricadere tutte le colpe. (Ad esempio, un texano con la faccia da ebete.) Questo è il paradosso della rappresentanza democratica: perché il Leviatano funga da capro espiatorio – da capo espiatorio – è necessario che il rappresentante non sia del tutto rappresentativo. In una certa misura, ci rappresenta sostanzialmente (de facto) ma non formalmente (de iure). Ed è questo il motivo per cui la crisi della legittimità è consustanziale al sistema democratico: poiché il riconoscimento della legittimità della rappresentanza significherebbe l’assunzione delle responsabilità da parte dei rappresentanti, il governo democratico necessariamente vive in uno stato perenne di semilegittimità. Periodicamente si sacrificano i capi, per garantire la nostra innocenza.
Commenti
In margine alla profondità di questo post (ch’è motivo, per me, di innumerevoli spunti di riflessione) mi limito a dire (e a chiedere): se “l’ebete texano” fosse stato anche parricida e incestuoso, si sarebbe accecato e autoespulso da solo?
vabbè, sacrificati… semplicemente non vengono rieletti. eppoi l’eletto che io non ho votato (anzi gli ho votato contro) non mi ha mai “rappresentato”, se non nel senso limitato che io tollero la sua presenza per amore di pace (in caso contrario dovrei lottare con lui e con la maggioranza che lo vota, ed io non desidero lottare con chi è più forte di me). quindi direi che l’eletto mi rappresenta per legge, ma non di fatto, cioè non realmente. per altro, mi sembra che il popolo trovi la violenza quasi sempre legittima: la richiesta del popolo è sempre nel senso di punizioni più severe, sbattete in galera i politici, impiccate i camorristi, sparate in culo ai pedofili, agli immigrati, agli ebbrei che opprimo i palestinesi, o sparate in culo ai palestinesi, agli sbirri, a berlusconi. il popolo, come gli aristocratici, ama la violenza, tranne quando la subisce. il problema dei paradossi è che sono divertenti e uno finisce per crearli anche quando non c’è bisogno, o non serve, o non aiuta a comprendere il reale.
Ecco, ma The Dark Knight non parla appunto di questo?
>gli elettori democratici tendono a votare chi gli nasconde meglio la violenza
o tendono a votare chi viene loro imposto, come in alcune singolari democrazie, dove lo sfoggio di violenza esercita peraltro un ottimo appeal elettorale:
12/01/09 19:14 Israele vieta ai partiti arabi di presentarsi alle elezioni.
Le autorità elettorali israeliane hanno messo al bando la candidatura dei partiti politici arabi alle prossime elezioni del 10 febbraio. La commissione ha spiegato che le coalizioni sono colpevoli di istigazione e sostegno al terrorismo. Prima che fosse
approvata la mozione che prevedeva l’esclusione dal voto dei due partiti, c’era stata una seduta infuocata alla Knesset: il parlamentare arabo e leader della Lista Unita, Ahamad Tibi, aveva affermato che i vertici israeliani “sono andati in guerra a Gaza come per una campagna elettorale”.
Periodicamente si sacrificano le rappresentanze, per evitare scherzi ed inversioni di rotta.
Ma se è per parlare d’altro scriviti un post tuo, no?
Sul Dark Knight non sono sicuro: di certo c’è in ballo il meccanismo sacrificale, ma non credo che il pipistrellone svolga il ruolo di Leviatano sacrificato.