Il migliore dei mondi

Con un po’ di ritardo ringrazio Valerio per la sua bella risposta al mio post sull’industria culturale. In particolare mette in evidenza un mio vizio di pensiero (ovvero di carattere) che forse sta diventando fin troppo invadente: certa tendenza a “non lasciare scampo”, in questo caso inglobando tutto nell’industria culturale e negando ogni fuori. Così inevitabilmente sovrappongo autocritica radicale a radicale indifferenza. Ma che ci posso fare, non ho deciso io che tutto fosse necessario, e così ordinato. A fare solo un gesto, temerei di scardinare il cosmo. E non è “ironia narcisistica”, e non è nemmeno una vera scelta, se racconto di come verrò corrotto: ragionevolmente, suppongo che andrà così. Intendo prendere le mie responsabilità, e non lo farei se credessi che esiste un mondo migliore di questo. Detto questo, non mi pare di essere un “derridiano ortodosso”, che poi sarebbe anche un ossimoro.