Le avventure di Gummo – il radiodramma #1

[Questo non l'avevo ancora pubblicato. C'è anche una versione audio, ma ve la risparmio, e un secondo episodio tra qualche giorno. Potremmo andare avanti per anni, con tutti questi contenuti speciali.]

Gummo: Macché dramma e dramma, questa è una tragedia!

Cristina: Può darsi, Gummo. Ma non potevano mica chiamarla “radiotragedia”. Una cosa del genere non si è mai sentita! E poi, terrorizzerebbe gli ascoltatori.

G: E allora? Meglio! Sono qui per questo. Per annunciare la fine, non per tenere loro la mano mentre piagnucolano. Per spaventarli, non per consolarli. E che diamine! Che sono io, lo Spirito Santo?

C: Certo che no, Gummo. Ovviamente no! Tu sei l’anticristo. L’empio! L’iniquo! Il malvagissimo! Colui che porrà fine alla Storia!

G: Esattamente. E dunque, questa è perlomeno una tragedia. Come diceva quel parruccone di Voltaire? (accento francese tipo ispettore Clouseau) “Ci vuole un’esposizione, un nodo e uno snodo in una storia, come in una tragedia.” Ed io, modestamente, sono quello snodo.

C: Io però continuo a non capire cosa ci facciamo qua. In un radiodramma… Cioè, in una radiotragedia.

G: Te lo spiego io cosa ci facciamo, mia cara Cristina. Sai cosa vuol dire il prefisso radio?

C: Non saprei. Forse che ci trasmettono in radio?

G: No! No! No! Significa che questa trasmissione è radioattiva! Lo dice la parola stessa. Si tratta della mia ultima diabolica invenzione, che va appunto sotto il nome di Radiotragedia. Noi stiamo emettendo onde nocive subliminali – le ho chiamate onde escatologiche – che vanno a condizionare la mente dell’ascoltatore, stimolandogli un umor tragico, nero, saturnino, una sorta di spleen, di noia distruttiva e nichilista, che lo porta a desiderare la fine dei tempi. Così, a poco a poco si ridurrà a un docile schiavo, e solerte obbedirà ai miei ordini. Ad ogni parola che pronuncio, un ascoltatore cade, sedotto, e ingrossa le file del mio esercito.

C: Straordinario. Ma com’è possibile tutto questo? Non avrai infranto ancora una volta le leggi della fisica?

G: Ho soltanto alterato la tavola periodica, sostituendo l’Uranio con un elemento atomico di mia invenzione…

C: Di nuovo!

G: Si ma questa volta funzionerà. L’ho chiamato Gummosium. Non è nemmeno difficile da preparare. Prendi due uova. Strutto. Prezzemolo. Un elmo vichingo. Chele di Astice. Sapone. Zenzero quanto basta. Fai scaldare lo strutto in un tegame mentre fai bollire il sapone nell’elmo vichingo…

DRIIIN DRIIIN!

C: Abbiamo una telefonata. Pronto?

A (piemontese): Pronto Gummo, sono Carpocrate da Alessandria.

G: Buongiorno Carpocrate.

A: Io… volevo dire che sono pronto a immolarmi per te, Gummo. Mi hai mostrato la via. Ora so che il nostro corpo di carne è soltanto illusione, e possiamo dunque abbandonarci al vizio senza timore d’insozzarci l’anima. E complimenti per la trasmissione!

G: Grazie, Carpocrate. Continua a peccare! Dai l’esempio! Questo si che è un eresiarca coi fiocchi. Una ne fa e cento ne inventa. Perché – diciamolo – ci vuole soprattutto fantasia in questo mestiere. Bisogna sapere cogliere il malinteso dietro le parole, scuotere la grammatica, pervertire i segni. Fare emergere la menzogna dalla più specchiata e limpida verità.

DRIIIN DRIIIN!

C: Abbiamo un’altra telefonata, Gummo.

G: Meraviglioso! Siete tantissimi, amici!

A: Pronto Gummo, sono ancora io! Carpocrate!

G: Ehm, buongiorno Carpocrate. Vuoi aggiungere qualcosa?

A: Volevo mandare un saluto alla biondina cosparsa di miele e fette di ananas dello stand dei Manichei, all’ultima convention gnostica in Samotracia.

G: Va bene, Carpocrate. Ora su, da bravo, torna alle tue nefande mansioni. Mentre il contagio prosegue.

CANZONE: Contagion

C: Il Gummosium comincia a fare i suoi effetti. Avevi ragione, Gummo. I nostri sofisticati sistemi di rivelazione segnalano un considerevole aumento degli ascoltatori. E molti di questi, stimolati dalle tue parole, stanno architettando contorte turpitudini.

G: Meraviglioso! Quali, ad esempio?

C: Un ascoltatore ti ha rigato la macchina.

G: Meraviglioso, meraviglioso. Questo è il primo gradino della malvagità. Il primo tassello dello spaventoso mosaico della fine. Chi è questo ardimentoso?

C: Vediamo un po’… è Carpocrate di Alessandria.

G: Infaticabile Carpocrate.

C: Gummo, ora che centinaia, migliaia, forse milioni di menti sono in tuo pugno, quale sarà la tua prossima mossa?

G: Probabilmente proporrò una linea di biancheria intima griffata.

C: Ma no! Intendo dire, quale sarà la tua prossima mossa per fomentare la fine dei tempi? Ora che un’intera schiera di dannati t’obbedisce, come obbedisce una mano o una gamba, che può essere dunque mossa in ogni direzione secondo il proprio piacere – che farai? Come dirigerai questo immenso torrente di carne umana votata al martirio?

G: Ah, quello. Non saprei. Mi verrà qualcosa in mente.

C: Tipo?

G: Una linea di biancheria intima griffata?

C: Hai ragione, per adesso la priorità è diffondere il tuo tremendo vangelo, sfruttando l’impatto delle onde escatologiche sulle fragili menti dei nostri ascoltatori. Forse qualcuno ancora resiste alle tue suadenti lusinghe.

G: Come? Dove? Chi?

C: No, dico: forse.

G: E come si permette?

C: Magari la sua fede è più forte del Gummosium. E si tura le orecchie per non sentirti! Si cava gli occhi per non vederti!! Come Origene, che si è tagliato l’organo genitale per non essere dominato dalla carne!!! O semplicemente, ha cambiato canale.

G: Questa è una scortesia bella e buona. Ma anche lui cadrà! Il puro, il timorato di Dio! Oh, se cadrà! E la sua caduta sarà tanto più chiassosa! Nell’impatto si romperà ogni osso, e rotolerà, rotolerà fino a me; e come una valanga trascinerà con se altri ancora; e s’ingrosserà questa valanga, travolgerà i giusti; e la sua corsa forsennata si arresterà soltanto di fronte a me, in un magnifico inchino.

C: Si. Bé, speriamo che si fermi. Se no finisce come l’altra volta, che hai dovuto tenere il gesso per tre mesi.

G: Gli insuccessi del passato mi hanno reso più forte. Ho imparato dai miei errori, e non li ripeterò. Mai più abbuffarsi di ciliegie senza togliere il nocciolo! Mai più infilare le dita tra le pale del ventilatore! Cristina, mia cara e dolce Cristina, mia preziosa aiutante, mia solerte discepola, mia disinibita segretaria – credo proprio che ci stiamo avvicinando all’ora della fine.

C: Orpo, corro a truccarmi.

G: Anch’io. Mi metto in ghingheri. Intanto mandiamo il promo, mentre il Gummosium agisce.

PROMO: Giovanotto, Non Lasciare Che I Tempi Finiscano Senza Di Te! Partecipa! Arruoliamo Schiere Di Votati Alla Morte Per Soggiogare L’universo. Nei Centri Del Nuovo Ordine Verrà Allevata Una Gioventù Che Spaventerà Il Mondo! Milioni Di Menti Che Ricevono Un Condizionamento Simbolico! Una Società Intera Che Cambia Forma! Prodigi D’impostura E Ogni Sorta Di Seduzione Peccaminosa! Un Gioco Labirintico E Grottesco! L’osceno Teatro Della Fine!

C: Che paura.

G: Forte, eh? Vabbé, le frasi le ho rubacchiate qua e là. Ma come diceva T. S. Eliot (il drago invisibile) il furto è un’arte. Ovvero, il furto è l’arte. Quindi figuriamoci l’omicidio, lo sterminio, il massacro!

C: Gummo, talvolta temo che tu voglia ucciderci tutti a colpi di citazioni.

G: Potrei farlo, cara Cristina. Potrei farlo davvero.

C: Se non ci chiudono il programma prima. Ecco, guarda qui, abbiamo i dati in tempo reale: otto ascoltatori hanno cambiato canale dopo la citazione da Eliot.

G: Maledetti! Maledetti! Aaargh! Il mio grandioso progetto di condizionamento delle masse non può essere sventato da meschine faccende di audience! Pubblico ignorante! Siete un pubblico di merda, fate largo all’avanguardia!

C: Ne abbiamo persi altri tre! Ancora uno! Un’emorragia di ascoltatori! Altro che avanguardia… Fai qualcosa di POP! Presto!

G: Accidenti… Non saprei…

C: Gummo, tu sei l’anticristo! Il principe dell’inganno! Il seduttore! Le tue malefiche lusinghe rapiscono i giusti alla causa della verità! Tu sei il tentatore. TU SEI IL POP FATTO CARNE! Gummo, ce la puoi fare.

G: Si è vero. Però così, su due piedi… Se mi metto in mutande?

C: Non serve. Nessuno ti vede.

G: Ma io ho caldo.

C: Ehm. Ok. Allora va bene. Ma fai presto! Siamo in caduta libera.

G: Com’è possibile? Eppure il Gummosium avrebbe dovuto condizionare gli ascoltatori. Cos’è tutto questo libero arbitrio? E poi che diamine! Se il Signore avesse voluto che l’uomo facesse il bene, non gli avrebbe mica donato la libertà. La libertà serve a peccare! La libertà serve a scegliere il male! La libertà serve ad ascoltare Le Avventure di Gummo!

C: Così, vai avanti. Sei convincente.

G: Cogliete il frutto dell’albero della conoscenza! Seguitemi, e sarete liberi! Non sarà una caduta, perché voi avete le ali e non lo sapete ancora! Lucifero aveva le ali, non poteva cadere, aveva le ali, le ali capite? La sua caduta è falsa, lui non è mai caduto, vi hanno sempre mentito: ha spiccato il volo, ha conosciuto l’ebbrezza della libertà, del male… Non è stata una caduta! Non è stata una caduta! Samael è libero! Voi potete essere liberi! Io sono la verità! Io sono la libertà! Io sono la giustizia! Io…

C: Basta Gummo. Non ci ascolta più nessuno.

G: Ma come? Come? Il Gummosium… La Radiotragedia… Le onde escatologiche…

C: Qualcosa è andato storto. Il ripetitore è andato in tilt.

G: Perbacco. Ma cosa..?

C: Il Gummosium! Ecco che cosa! L’elemento atomico che hai creato… Era instabile. Hai creato un elemento instabile, che si è subito disgregato. Accidenti, Gummo, sei un pasticcione!

DRIIN! DRIIN!

G: E adesso, chi è?

A: Pronto Gummo sono Carpocrate di Alessandria…

G: Carpocrate! Sei la mia consolazione! Almeno tu sei ancora fedele! Bravo! Bravissimo!

A: Taci, vile tentatore! Vade retro! Io ti rinnego, e corro ad abbracciare la vera fede. Finalmente ho visto la luce, e sono stato accolto in Comunione & Liberazione. Tra noi sussurriamo il Vangelo e ci facciamo i grattini, bevendo latte caldo. Addio, iniquo!

G: Che desolazione, abbandonato da tutti. Ho fallito di nuovo. Ma non mi perdo d’animo. La mia mente malefica già brulica di macchinose prospettive escatologiche. Se non oggi, domani finiranno i tempi. E se non domani, dopodomani. E se non dopodomani… Bé, prima o poi. Ma il Dodici no, che ho un impegno. Ogni attimo è la piccola porta dalla quale potrebbe scaturire la fine dei tempi. Non perdete nemmeno una puntata, dunque, amici ascoltatori, e potrete dire: io c’ero! Alla prossima, anzi, ultima, puntata.

C: Oppure c’è il podcast, per i risorti. La Apple ci ha assicurato che anche gli Ipod risorgeranno.

G: Sarà, ma non è lo stesso. Sai già come va a finire!

(sigla)