La pseudoepigrafia di sé stessi

Finché nacque l’autore: prima di allora si poteva osare la firma di divinità supreme e minori, celarsi dietro nomi rubati alla storia. False firme di entità false, o interamente sostituite dal falso. Se l’apocrifo falsifica il vero (simulandone i fenomeni), la pseudoepigrafia suggerisce che non esiste nulla oltre la mistificazione. Vi è il falso, ma nulla di falsificato. Un nome soltanto, ma nessun autore: la firma rimanda al vuoto. Ma infine la più ambiziosa falsificazione è pretendere di scrivere a proprio nome: pretendere la verità di sé oltre ciò che si è inciso e proferito. Più onesto ammettere che ogni scrittura è pseudoepigrafia di sé stessi; rivendicando la menzogna perfetta.