Dreams That Money Can Buy

La prima volta che ho visto Fight Club di David Fincher (1999) ho pensato che fosse una critica straordinariamente lucida delle aspirazioni di ribellione spacciate dall’industria culturale, e un astuto dirottamento del romanzo moralista di Palahniuk. Ho anche pensato che fosse piuttosto lucido, da parte mia, cogliere l’ironia del film dietro la sua apparenza di radicalità.

Ieri sera ho rivisto il film e mi é parso che l’ironia fosse davvero troppo evidente, ovvero che sarebbe stato impossibile prenderlo sul serio. Insomma, attenti allo spoiler, si tratta pur sempre della storia di un assicuratore insoddisfatto che sogna di essere Brad Pitt vestito da tamarro deficente. Cosa c’é di più banale e patetico? Vi prego, guardatelo:

Quando Brad Pitt espone le sue teorie sulla dittatura del consumismo, é palese che il regista gli ha chiesto di comportarsi nel modo più finto-ribelle-demenziale possibile. E questo é un ruolo che a lui viene benissimo, coadiuvato da un truccatore e da un parrucchiere informati dei fatti. Quindi ho pensato che soltanto un adolescente avrebbe potuto cascarci, o al massimo qualche migliaio di ingenui (vedi gli allucinanti commenti al libro). Fight Club descrive bene la schizofrenia del borghese insoddisfatto, le sue segrete velleità fasciste rivoluzionarie erotiche e omoerotiche, obbligando lo spettatore a fare i conti con il loro fascino e con la loro idiozia. Più o meno consapevolmente, Fincher svela la penetrazione delle vulgate reichiane, marcusiane, debordiane nella cultura di massa contemporanea, passando alla cassa per conto della 20th Century Fox.

E tuttavia, malgrado l’evidenza di tutto questo, c’é una categoria di persone che interpretano il film proprio come gli adolescenti ribelli che l’hanno adorato, e sono i critici cinematografici che l’hanno aborrito. Io non volevo crederci, ma c’é davvero gente laureata che ha pensato bene di alzare la manina per sostenere che Fight Club non é abbastanza radicale, perché la critica sociale formulata da Brad Pitt — la critica sociale formulata da Brad Pitt! — non é credibile. Ah davvero?

« Il y en aura encore certains pour trouver ce film inventif et drôle (à condition de supporter un spot publicitaire de 2h15 et le cabotinage de Brad Pitt), mais ils n’oseront pas dire que Fight Club est objet gentil. » (Les Inrockuptibles)

« Fight Club se contente de délayer une mélasse sub-nietzschéenne épicée de violence gratuite. » (Télérama)

« David Fincher ne possède pas les moyens de son ambition. Son film est un objet étrange et assez antipathique, très proche de Tueurs nés d’Oliver Stone, qui lui aussi ressemblait à ce qu’il voulait dénoncer. » (Positif)

« Fight Club has nothing substantive to say about the structural violence of unemployment, job insecurity, cuts in public spending, and the destruction of institutions capable of defending social provisions and the public good.  » (Giroux e Szeman, Ikea Boy Fights Back: Fight Club, Consumerism, and the Political Limits of Nineties Cinema, 2001)