Esercizi di retorica
11 novembre 2009
In risposta alle opinioni di Leonardo sui crocifissi, che condivido pienamente, Malvino domanda: dunque bisogna combattere solo le battaglie che si è certi di vincere? Infatti io credo di si. Da un po’ di tempo tento d’incarnare il ruolo dei “Politiques” alla corte di Carlo IX di Francia, che cercavano di soffocare il conflitto civile mentre cattolici intransigenti e protestanti integralisti spingevano per lo scontro aperto. Si sa com’è finita: la notte del 24 agosto 1572, la notte di San Bartolomeo, un massacro di cui ancora si serba la memoria. Ma si trattò di un fallimento dei Politiques o delle loro idee? Di certo un Politique, rinunciando alle semplificazioni e agli schematismi, si priva degli strumenti retorici per incidere direttamente sulla società. Non a caso, un recente intervento televisivo di Leonardo è stato tagliato là dove la posizione diventava troppo complessa. Lo scrivevo già a proposito del caso Caracciolo: nello spazio pubblico esistono solo posizioni semplici, tagliate con l’accetta. Ciò che bisogna fare, allora, è appropriarsi dell’accetta. Ernesto Laclau, ne La ragione populista, ha mostrato bene in che misura la retorica e la vaghezza sono necessarie per costruire un discorso pubblico; ha restituito dignità all’idea che la semplificazione dello spazio politico, ovvero la “divisione dicotomica della società in due fronti”, fosse un “ingrediente imprescindibile della politica tout court“. Appropriarsi dell’accetta, significa anche tentare di spostare leggermente i termini del conflitto. Questo senza distinzioni raffinate, ma con dei virili colpi di arma bianca. Ma ne saremo capaci?

Commenti
vorrei ricordare che leonardo, essendo un insegnante, è per definizione un fesso (taglio)
bel blog e bel post.
ho fatto così nelle mie classi, ovviamente ovunque ha prevalso il crocifisso appeso al muro.
Purtroppo (o per fortuna?) per votare non occorre la patente, e questo tu lo sai benissimo.
Comunque complimenti per l’esercizio di retorica con «l’accetta»: ottimo taglio: l’albero abbattuto sarebbe caduto dritto in testa allo stordito ministro.
sarebbe cascato in testa anche ad altri.
Ovviamente Antonio. Ma se uno studente avesse proposto di mettere Buddha avreste votato anche quello?
da buon politique, se avessi avuto speranze (del resto più che plausibili mi pare) che venisse sacrosantemente bocciato, l’avrei messo ai voti.
altrimenti, trattavasi di squallida provocazione ;-)
Beh, ma Politique mica vuol dire “machiavellian”… Detto questo, se uno studente propone sinceramente Buddha, e tu ormai hai dato l’assenso alla procedura del voto: a) tu non ti puoi tirare indietro; b) se i compagni lo bocciano sono un po’ stronzi.
politique, come sai bene, non ha un significato tanto diverso da machiavellian…
come tu hai detto, SE uno studente propone sinceramente, io non mi tiro indietro, ma i compagni faranno, sinceramente, quello che vorranno: se parli di radici cristiane, sentimento della comunità e messaggio vivente, non mi pare strano se Budda per i nostri sedicenni non è vivente e non gli significa rigorosamente nulla dato che non abbiamo radici buddiste.
ah, magari in classe c’è qualche intelligentona alla moda che crede alla reincarnazione piuttosto che alla risurrezione, come se fosse più logica.
ciao e tanta stima!
In effetti ora che mi ci fai pensare, almeno in Inghilterra, il termine “politic” nasce proprio nel senso di “machiavellian”, ma ricordiamo che si tratta sempre di descrizioni fatte dagli avversari, e il pensiero che sta dietro è: “volete mediare perché siete degli inciucioni” (oggi è l’accusa, per me ingiusta, che viene fatta spesso al PD o a D’Alema). Io non lo usavo in quel senso, e solo nella secondo parte del post proponevo di unire il senso Politique alla retorica, questa si machiavellica.
E tornando alla retorica, caro Antonio, ciò che cristo ci ha insegnato è la TOLLERANZA, e un piccolo Buddha appeso sul muro non sarà più idolatra di una carta geografica. Gli studenti lo sanno e non avranno problemi a lasciarlo aggiungere sul muro, loro che di tolleranza sentono parlare da mattino a sera, se potrà fare sentire più integrato il loro compagno. O no?
beh… SE può fare sentire integrato il compagno… ma io non non ho mai visto studenti musulmani, ad es. smaniare per un versetto del Corano al muro (niente ritratti, naturalmente). né mi pare che sarei in difficoltà in un eventuale scuola o tribunale tailandese con Buddha sul muro.
inoltre: sei sicuro che Cristo abbia insegnato la “tolleranza”? il Vangelo è ricco di episodi prima facie intolleranti (certe paroline sui farisei, o le nerbate ai mercanti del tempio, o un certo detto sulla spada piuttosto che la pace).
come si combina questo con la samaritana, i pubblicani, la povera vedova, etc.? io direi che Cristo ha portato l’amore, non la tolleranza.
Infatti non hanno ragione di smaniare per averlo, a meno che — a furia di parlarne — non li si dia l’impressione che avere il proprio simbolo sul muro sia una cosa importante politicamente.
La TOLLERANZA ovviamente era il mio argomento retorico, d’altronde prima ho detto che Cristo ci ha insegnato la DEMOCRAZIA, non mi pare tanto più esatto :-)
sul primo punto hai ragione. ma, sai, ho l’impressione che i musulmani quotidiani (non i fanatici più o meno virtuali) siano singolarmente di buon senso (e casomai più ostili al muro vuoto che a quello con la croce).
e hai ragione anche sul secondo… ma potremo dire alla fine che C. ha insegnato il valore della persona in quanto radicata in Lui, ovvero la fratellanza fondamentale, da cui discendono democrazia, tolleranza, etc. etc.?
Anch’io sono convinto che a un musulmano darebbe più fastidio un muro vuoto che un muro con una croce. Basta averci parlato e si capisce che per loro l’ateismo è inconcepibile. Ma adesso non è che possiamo tutti fare i cattolici solo per fare un piacere ai musulmani!
ahaha facci caso… dopo un lungo, tortuoso giro… siamo arrivati a concludere che sul muro ci va la croce… proprio per rispettare i musulmani!
Va bene, ma allora solo nelle classi con ragazzi musulmani.
Il punto è che per me ognuno faccia come vuole. Invece ora una questione più seria: quando la comunità europea si sarà fatta convincere da Bagnasco e si sarà pronunciata per una politica più flessibile sulla materia (ecco, ho fatto la mia profezia), sbaglio o qualche fervente laico-europeista ci rimarrà, come dire, di sale?
… quasi tutte e sempre più in futuro…?
;-)
(come vedi nei sofismi ci ho esperienza quasi come te)