à rebours: Tolstoj

Ho pensato che non fosse una cattiva idea affrontare al contrario la lettura di Guerra e Pace: dall’ultimo capitolo al primo. Mi trovo così a fare i conti con il secondo epilogo, una lunga tirata sul senso della Storia. Ciò mi dispone da subito positivamente: l’intero libro sarà dunque la controparte narrativa delle meditazioni che lo concludono? E perché l’intento filosofico non viene dichiarato da principio, ma spunta in coda, furtivo? La lettura inversa si rivela quantomai proficua: sarà forse possibile risalire la corrente argomentativa, ammirare l’impalcatura teorica, svelare dietro al romanzo l’esperimento. Insomma giocare a smontare l’orologio, accettando il rischio di non riuscire a vedere l’ora.

Cominciamo dal secondo epilogo, quindi. Sono una cinquantina di pagine che potrebbero essere stralciate e pubblicate a parte, in quanto non c’è alcun riferimento diretto alle vicende del romanzo. Sono pagine inoltre che dovrebbero figurare nelle antologie di storia del pensiero, come vivido documento di una scossa epistemologica che ha percosso il concetto di storia dopo Hegel. Il problema di Tolstoj è individuare un motore dei processi storici dopo Dio e dopo l’uomo: partendo dall’evidenza che né da una volontà divina incarnata nei particolari (come credevano gli antichi), né dalla volontà di pochi grandi uomini (come credono i moderni) si possa trarre la ragione degli eventi storici. Con eventi storici s’intende: movimenti di massa indirizzati a un unico fine. Tolstoj insegue la struttura profonda che governa la storia; e lo fa negli stessi anni in cui Marx pubblica il primo tomo del Capitale. Entrambi distruggono gli stessi idoli, entrambi sentono la storia suggerire la necessità di fondare una scienza della storia. Le domande di Tolstoj persistono nell’agenda della riflessione storiografica e sociologica del Novecento: l’individuazione di leggi storiche oggettive occuperà spengleriani e marxisti, la rivolta contro l’ histoire événementielle sarà il cavallo di battaglia della Scuola delle Annales, la problematizzazione del rapporto tra volontà individuale e volontà della massa tema fecondo di psicologia sociale.

Che genere di narrazione può chiudersi con tutto questo? E se il “modello” a lungo cercato, il paradigma perfetto delle scienze sociali fosse.. un romanzo? Continua.