C’era una volta un Re
9 febbraio 2010
Quando é ambientato il Re Lear? Confesso la mia ignoranza, alimentata da molte regie: credevo che la tragedia si svolgesse in un immaginario Medioevo, alto e selvaggio, come altre fantasie scespiriane. Ma se la Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth non mente (e certamente non mente) re Lear di Britannia ha regnato nel decimo secolo prima di Cristo. Nel frattempo, i fenici solcavano il Mediterraneo e inventavano l’alfabeto (se non mente Plinio), nascevano i regni d’Israele e di Giuda in seguito alla morte di Salomone costruttore del tempio (se non mente l’Antico Testamento) e gli scandinavi addomesticavano il cavallo. Non molto dissimile doveva essere la situazione in Britannia. Insomma: ci hanno mostrato corti e palazzi e un vecchio magro esistenzialista con la vestaglia sdrucita, ma la verità é ben diversa. Vestaglia? Quale vestaglia?

Pelli di orso, altroché. Re Lear di Britannia, come più tardi Gorboduco, é un barbaro pre-romano come Conan il cimmero. Per non parlare dei suoi antenati e discendenti, una sconfinata teoria di nomi e storie leggendarie resa disponibile dai solerti wikipediani per il nostro divertimento: dal terribile Belino il Grande al pacioccoso Gurguit Barbtruc.
Commenti
ti inganni, come ci insegna kurosawa, re lear è ambientato in giappone durante il periodo muromachi.
cerca di non nominare “belino il grande” in liguria. per inciso, varrebbe la pena di indagare sulle probabili comuni origini del suo nome e di quello del batacchio dei genovesi. ho da poco scoperto che quest’ultimo deriverebbe dal nome del dio belen, divinità della mitologia degli antichi liguri legata al vigore virile e solite cazzate affini, diventato poi san michele arcangelo presso i cristiani, non a caso sempre raffigurato con fallico spadone.
(edit) vedo ora che wikipedia mi ha preceduto nella prima riga dell’articolo dedicato al buon vecchio belino. come diceva qualcuno, sapere le cose non serve più a un cazzo.
Se si parte dal presupposto che la prassi degli attori elisabettiani era andare in scena con gli abiti dismessi del nobile che patrocinava la loro compagnia, si può ipotizzare che i personaggi del “Re Lear” ‘originale’ apparissero al loro pubblico come dei gentiluomini vestiti secondo il gusto del tardo Cinquecento…