La bestemmia come spoiler

Adesso immaginate se, il giorno precedente la messa in onda della puntata finale di Lost, un quotidiano nazionale avesse pubblicato un titolo a quattro colonne con uno stratosferico spoiler. I fan della serie, furiosi, avrebbero sommerso di missive infuocate la redazione. Alcuni, ancora più furiosi ma senza dubbio inoffensivi, avrebbe formulato persino delle minacce di morte. Di fronte a queste intimidazioni fondamentaliste tutti gli altri giornali, per difendere la libertà di stampa, avrebbero pubblicato anch’essi lo spoiler: il finale di Lost non é forse una notizia come un’altra? Per quale oscura ragione sarebbe opportuno tacere la verità su Jack e compagni? In fondo Lost é soltanto una finzione, per non dire una superstizione! Il Foglio avrebbe fatto un numero speciale con lo spoiler stampato cinquanta volte su ogni pagina e un ministro della Repubblica si sarebbe presentato in televisione con lo spoiler stampato sulla maglietta. I fan di Lost sarebbero scesi in piazza a protestare e difendere il diritto di non essere spoilerati, ma a questo punto non ci sarebbe più stato modo di sfuggire alla terribile visione. E finalmente sarebbe stato chiaro che nella società democratica, nessuno aveva il diritto di non farsi rovinare il finale di una serie televisiva. Eh sì, belli, ci sono delle condizioni da rispettare a casa nostra…

Tutto questo ovviamente non é accaduto : per fortuna, la nostra società rispetta chi crede nelle serie televisive più di chi crede in Maometto.