Il partito dell’amore

Ma vogliamo dire due parole su quanto è mafioso questo parlare di buon cuore, di benefattori, d’aiutare chi è in difficoltà? Il presidente del consiglio che parla come un personaggio di Sciascia è un manifesto programmatico: la prova schiacciante che lo inchioda a una colpevolezza né giudiziaria, né politica, ma culturale. Forse la sola società civile matura è quella che si libera dalle utopie del dono (alla faccia degli incauti seguaci di Marcel Mauss) e abbraccia con ottusa fermezza la rigidità dello scambio mercantile e del diritto positivo. Forse il solo modo per non essere inghiottiti nel gorgo dei favori, delle eccezioni e degli arbìtri è mettere a tacere le Antigoni del Partito dell’Amore, con il loro appestante familismo, e riconoscere che il solo potere cui è opportuno obbedire è quello, per nulla amorevole, di Creonte: che non aiuta chi ha bisogno, che è sordo alla voce degli dei e cui nessuno, nemmeno a Natale, regala una cassata.