In nome del popolo italiano

«He is guilty! He’s guilty as hell! »
Orson Welles sul set di The Trial, a proposito di Josef K.

E se Josef K fosse colpevole, come in effetti probabilmente è *, dovremmo forse credere che la macchina infernale che lo perseguita sia vera Giustizia? Senza dubbio no: comunque stiano le cose, il suo processo è una grottesca parodia, i suoi persecutori creature diaboliche. D’altronde le sentenze che pronunciano non hanno valore: sono carta straccia, muta, incomprensibile. Puri fatti senza contenuto giuridico. Va per B ** come per K: l’indecenza spesa per dimostrarne la colpevolezza l’ha reso innocente. Peggio ancora: l’ha reso vittima. Si può essere colpevoli e contemporaneamente vittime. E infine: l’ha trasformato nel simbolo dell’insurrezione contro una Giustizia malata. Questa è l’Italia, dove la mafia la combatte la mafia, dove non esiste un sistema giudiziario (formalmente, letteralmente non esiste) ma un bolgia sconfinata di burocrati corrotti e corruttori, gole profonde, falsificatori, spie, giustizieri, che tra loro s’azzannano come bestie. ***

* Soprattutto se a interpretarlo è Anthony Perkins, e immaginando il film di Welles come un seguito di Psycho.
**  E qui intendo tanto Silvio Berlusconi quanto Cesare Battisti.
*** E poi, come mai nessuno ristampa Nemici dello stato di Luther Blissett?