I duellanti

S’incammin√≤ avendo solamente detto al superbo insultatore, prima di muovere il primo passo per andarsene, guardandolo fisso in faccia e ponendo la sua mano sinistra sulla guardia della sua spada:¬†c’en est trop: – questo √® troppo.¬†*

Ah, il duello!¬†Su queste palpitanti pagine, un autore ingiuriato¬†sfida il lettore, il quale con coraggio¬†raccoglie il guanto. Quale altro blog vi offre tanto? Dove in questo pigro secolo di uomini, trovereste altra oasi di eroismo?¬†L’unico blog che vi lama la faccia!¬†L’unico blog che vi spara nel petto!

Il duello porta poi con s√© una varia serie di suggestioni letterarie. Sfortunatamente non ne ricordo alcuna apologia: solitamente viene a punire qualche eccesso di foga giovanile, scaraventando un personaggio tormentato in un mondo non suo di regole d’onore desuete. Il duello si presenta, in ogni epoca, come residuo di un’epoca precedente – universo irreale e inesorabile. Vi si confrontano forse un giovane intellettuale pallido e un anziano ufficiale a cui si √® dato del pagliaccio (soddisfazione che, sia detto, vale ogni conseguenza). La notte precedente, possono essere descritti le insonni tribolazioni del giovane, che scrive un’ultima lettera all’amata (una scena del genere si trova in¬†Ada o ardore¬†di¬†Vladimir Nabokov) e senza aver chiuso occhio s’incammina alle cinque del mattino verso una landa nebbiosa. Sopravviver√†. Il duello esige non tanto una soluzione, quanto una¬†meta-soluzione. Comunque una sorpresa. I proiettili sono a salve. Il giovane indegnamente sviene di paura.¬†O viene gravemente ferito. Lo sfidante spara in aria, gli bastava che l’altro avesse il coraggio di presentarsi. O muore, e il giovane deve fuggire. Ancora pi√Ļ perverso: nel¬†Cid di¬†Corneille¬†(ma erano altri tempi),¬†Rodrigo¬†uccide il padre della sua amata – che sfoga i suoi sentimenti combattuti nell’apprezzata litote: “¬†Vas, je ne te hais point“. Di tutti i duelli il pi√Ļ esilarante √® narrato dal giovane¬†Dickens¬†nel¬†Circolo Pickwick, quando per un malinteso uno sfigatissimo e pavido¬†Mr. Winkle¬†si trova sfidato senza capirne il motivo, e cerca con insistenza di suggerire a¬†Mr. Snodgrass¬†di denunciare la cosa alle autorit√† – intimandogli di¬†non¬†farlo. Ma il poco sagace Mr. Snodgrass, afferrando con calore la mano dell’amico, risponde appunto con nobile entusiasmo: “Non lo far√≤, per tutto l’oro del mondo!”.¬†E voi, amici lettori, volete sapere se e come questo primo¬†VUE Deatmatch¬†finir√† in¬†tragedia? Seguite queste pagine!

Quando fra due individui di una stessa specie si scatena un duello, l’animale pi√Ļ aggressivo, oltre che pi√Ļ forte, √® quello che vince. Ma la crudelt√† fine a se stessa, ovvero il sadismo, non √® una componente naturale del comportamento. Cos√¨ non appena un individuo sente che il proprio avversario √® pi√Ļ forte, “segnala” la propria resa, cio√® l’accettazione della superiorit√† dell’avversario. I duelli non si spingono quasi mai fino alle estreme conseguenze, cio√® fino alla morte. Spesso i combattimenti sono ritualizzati, stereotipati allo scopo di ridurre al minimo i possibili danni. Anche la nostra specie conosce per via genetica questa prassi. La piet√†, sentimento alquanto strumentalizzato da varie fazioni, non √® altro che l’accettazione di segnali di sottomissione. Il pianto, il sorriso, la supplica ne sono esempi.¬†*