Ancora passioni

L‚Äôuniverso semantico originario della¬†passione¬†√® tutt‚Äôaltro che connotato di romantico ardore: almeno fino ai secoli XVII¬į e XVIII¬į esso si adombra di passivit√† e sofferenza ‚Äď come da radici latina e greca, e tradizione cristiana. Il sostantivo¬†passio √® in effetti formato su¬†passum, supino del verbopati, cio√®¬†soffrire (o pi√Ļ esaustivamente:¬†sopportare,¬†subire…) o anche essere¬†passivo,¬†paziente. Dalla stessa forma verbale trae origine nel latino ecclesiastico (II¬į sec.)¬†passivus, suscettibile disubire,¬†soffrire, che dal XV¬į secolo¬†passivo indica correntemente una persona di carattere remissivo ‚Äď introducendo al carattere ‚Äúpolitico‚ÄĚ che il termine assumer√† successivamente (¬†ob√©issance passive, 1751). L¬†‚Äôuso religioso di¬†Passione √® molto precoce: ne testimoniano (prendendo le mosse dai Vangeli) i testi patristici fin da¬†Tertulliano¬†e nel 397 gli atti del concilio di Cartagine; che fanno proprio, cristianamente, un termine gi√† di suo assai truce. Gli usi di¬†passio, dal II¬į al IV¬į secolo, spaziano dal mite (o perlomeno filologicamente pacifico) fatto di subire o sopportare, a variazioni sul tema come ‚Äúazione di subire dall‚Äôesterno‚ÄĚ (opposto questa volta a¬†natura, come norma¬†intrinseca dell‚Äôagire) e ‚Äúdolore morale‚ÄĚ; ma pi√Ļ generalmente indica¬†sofferenza fisica,¬†dolore, addirittura¬†malattia.¬†Nel¬†Nuovo Testamento¬†il termine¬†passione non appare mai al singolare, e ben diciassette volte al¬†plurale, che √® notoriamente peggiorativo: si abbozzano le coordinate di un universo d‚Äôuso nel quale le passioni sono forze indefinite ed estranee che interferiscono con l‚Äôautodeterminazione dell‚Äôagente, rendendolo schiavo:¬†passioni infami;passioni peccaminose;¬†passioni ingannatrici;¬†passioni, desideri cattivi e cupidigia;¬†passioni disordinate;¬†passioni giovanili;¬†empie passioni;passioni mondane (et cetera). La concezione cristiana delle passioni √® certamente mutuata in gran parte dal pensiero stoico. Ma soprattutto nell’originale greco e in latino queste¬†passioni¬†non sono espresse con¬†passio¬†o¬†pathos¬†(che vengono invece tradotti in termini disofferenza), ma con¬†desideria,¬†concupiscentiam,¬†libidinem,¬†vitiis¬†o¬†epithumia.¬†Come nota¬†Erich Auerbach¬†(¬†Passio als Leidenschaft, 1941) il sostanziale mutamento che subisce il termine nell‚Äôarco di una storia che lo porta da¬†pathos/passio a¬†passione √® nel passare dalla passivit√† all‚Äôattivit√†; fissandosi pressappoco attorno al XVII¬į secolo nel senso che conosciamo,¬†allorch√©¬†Corneille¬†se ne esce con un definitivo ‚ÄúJ‚Äôai tendresse pour toi, j‚Äôai¬†passion pour elle‚ÄĚ.