Dottrina della Costituzione

Correttamente qualcuno fa notare che, nella nostra Costituzione spesso invocata come pacifista, dopo « L’Italia ripudia la guerra » ci sta una serie di eccezioni che rendono la guerra possibile e apprezzabile. Insomma l’articolo undicesimo si risolve in una specie di vuota tautologia, che si limita a escludere uno scenario che non esiste: la guerra di aggressione. Da sempre la guerra si fa (dal punto di vista di chi la fa) per prevenire, difendere, rispondere o vendicare un’aggressione precedente. La guerra non comincia con un colpevole, ma con una vittima. E allora a che ci serve, un articolo che ci ricorda che la guerra va fatta soltanto quando é giusto farla? Grazie tante!

Ma l’undicesimo non é l’unico articolo tautologico della nostra bella Costituzione — prendiamo l’ottavo: prima ci dice che le confessioni religiose sono libere davanti alla legge, poi precisa « in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano ». Sfortunatamente, quando diverse comunità vivono sotto la stessa Legge, sono le divergenze politiche a porre problema e non certo le opinioni in materia di metafisica. Quindi li tolleriamo fintanto che non diventano intollerabili? Grazie ancora, Costituzione.

D’altronde, cara Costituzione, perché dovresti essere tu a risolvere i nostri problemi, a dirci quali guerre guerreggiare e quali confessioni tollerare? A noi basta che tu sia sufficientemente vaga per fondare uno Stato.