La santa Inquisizione

Nel suo Babbo Natale, Gesù adulto. In cosa crede chi crede? (2007) il filosofo Maurizio Ferraris proponeva di aspettare i cattolici fuori dalle chiese per sottoporli a dei test di catechismo. L’esperimento avrebbe dimostrato che i credenti nemmeno sanno ciò in cui credono: e così Ferraris avrebbe provato qualcosa, ma non ricordo cosa. L’Unione Atei Agnostici Razionalisti non si è lasciata scappare questa bella idea, e ha lanciato (sotto mentite spoglie) il sito “Quanto sei cattolico?” al fine di aprire gli occhi a tutti coloro che si professano cattolici ma potrebbero scoprire di essere protestanti, spiritualisti o addirittura increduli. Al termine del test, coloro che avessero sbagliato fede vengono gentilmente accompagnati verso l’uscita.

Confesso che sarei curioso di sapere quanti credenti si possono “convertire”, o solo far vacillare, con questo stratagemma. Perché naturalmente molti di loro non passerebbero il test, proprio come Ferraris, che pure “crede” nella medicina occidentale, ma non passerebbe un esame di farmacia. Qualche tempo fa, Ivo Silvestro segnalava l’esito catastrofico di un sondaggio sulla conoscenza della religione. Il punto è che al cattolico non è richiesto di conoscere per filo e per segno il catechismo: per quello esistono i dottori (proprio come per il mal di denti). L’idea che il cattolicesimo si possa misurare con un test è una forma aggiornata di gnosticismo, perché suggerisce che possono essere salvati solo coloro che “conoscono”. E invece per essere salvati nella dottrina cristiana basta poco: qualche parola, qualche gesto, qualche abitudine. Beati coloro che sbagliano i test dell’UAAR, perché loro è il regno dei cieli. Il cattolico è piuttosto colui che si rivolge alla Chiesa per conoscere, qualora si pongano, le risposte a certe domande.

Però molte di queste domande nessuno le pone più. Sono l’eco di conflitti storicamente situati, di cui il catechismo conserva le tracce sbiadite. In fondo che importa, oggi, sapere se il Padre e il Figlio hanno una oppure due volontà? Sono passati i tempi dell’Inquisizione, e il cattolico contemporaneo può permettersi il brivido di qualche piccola eresia “scaduta”, senza nulla temere. A parte l’anatema dell’UAAR…