L’Association, il futuro del fumetto

Chi segue il fumetto francese (o il blog di Matteo Stefanelli) saprà che L’Association ha festeggiato i suoi vent’anni con uno psicodramma sindacale, concluso con l’addio del direttore in carica Jean-Christophe Menu. Se di questa situazione molti danno la colpa al management catastrofico di Menu, la crisi dell’Association può essere letta (simbolicamente, almeno) come una tragedia, il cui motore è un mercato che ha rapidamente assimilato, cannibalizzato, recuperato, un po’ corrotto e infine svuotato il suo doppio “indipendente”.

La drammaturgia insegna che nulla finisce in tragedia che non sia già iniziato in tragedia — e che dunque, nel caso dell’Assò, a essere tragico era il progetto fin dal fondamento. Ma chi l’avrebbe mai detto, diciamo dieci anni fa? L’Association festeggiava il suo primo decennio, gli autori crescevano in popolarità e stava per concludersi il fortunatissimo Persepolis di Marjane Satrapi. Io, abbonato alle pubblicazioni dell’associazione da un paio di anni, nel 2002 pubblicavo sul sito Prospettiva Globale (ora editore) un articolo il cui titolo, oggi, non può che suonare tristemente ironico… Lo incollo di seguito come documento e testimonianza.

L’Association. Il futuro del fumetto (2002)

“Il fumetto non può veicolare dei sentimenti, si adatta solamente al movimento, alla violenza e all’azione.” (Jaques Tardi) (1)

Immagino che significhi qualcosa se EXPO 2000 (2), massiccia antologia del fumetto alternativo, in mezzo ai tanti autori americani, i più dei quali sconosciuti qui in Italia, presenta fumetti di Lewis Trondheim, J.C. Menu, Killoffer, David B, Dupuy, oltre che un articoletto profeticamente intitolato “L’Association: The Future of Comics”.

L’Association è una casa editrice indipendente, relativamente sconosciuta in Italia, forse la più grande novità nel fumetto francese degli ultimi dieci anni: il mondo si sta rendendo conto che i Francesi sanno anche fare altro che pittoreschi albi colorati dalla copertina cartonata e dalla foliazione esigue, basati su eroi avventurosi altrettanto ridicoli che i superuomini d’oltreoceano.

“ […] il collettivo L’Association ha fatto il suo debutto ufficiale sul suolo americano lo scorso dicembre, sorprendendo i fanatici di fumetti [...] con l’antologia Comix 2000. “(3)

Questo volume (4) lo abbiamo visto anche noi, in qualche libreria specializzata : si tratta di un mattone di 2.000 pagine, con una sobria copertina cartonata rossa. Un volume interamente muto, scritto da 324 autori provenienti da 29 paesi diversi ; un fumetto ambizioso, che scavalca le frontiere. Un mattone da 2,5 kg dal prezzo proibitivo (nelle librerie italiane è stato avvistato a 120.000 £).

“[...] Una performance tecnica, un panorama incomparabile della bande dessinée alternativa. Il muto permette di ottenere dei risultati interessanti, il tema del XX° secolo (suggerito e non obbligatorio) porta ad una visione piuttosto nera (benché spesso divertente) sui decenni passati [...]. Un libro impossibile, la cui lettura deve essere “inventata” dal fruitore , allo stesso tempo testimonianza della nostra epoca e resoconto della speranzosa ricerca della Nona Arte.”(5)

Ad oggi, L’Association può essere considerata una delle più importanti realtà del fumetto francese ed internazionale. Si tratta di una casa editrice indipendente, ma ha al suo attivo numerosi albi, di ottima fattura, di autori anche molto celebri provenienti da tutto il mondo fumettistico (Thomas Ott, Julie Doucet, Max Andersson, Drebbie Drechsler, Massimo Mattioli, Zograf, Jim Woodring, Max). La pubblicazione di Comix 2000 e, quasi contemporaneamente, di un volume di Tardi (Varlot Soldat), hanno consacrato l’Association e datole una popolarità relativamente vasta. Laddove la tiratura massima per i titoli di maggior richiamo era fino ad allora di 7.000 copie, quest’ultimo, per esempio, raggiunge le 35.000 copie. Il 2000 è stato un anno cardine: la piccola casa editrice esce dall’ombra, da tutto il mondo i riflettori sono puntati su di essa (anche i nostri!).

Ma L’Association è, all’origine, semplicemente un gruppo di amici, tutti autori completi, che decide, nel maggio 1990, in un periodo di piena crisi del mercato del fumetto, di fondare una propria casa editrice: si tratta di J-C. Menu, Stanislas, Mattt Konture, Killoffer, Lewis Trondheim, David B. e Mokeit (che se ne va poco tempo dopo). Di questi, in Italia conosciamo solo Trondheim (La Mosca,Lapinot, La Fortezza, Monolinguisti ed altri esercizi, ecc.) e David B. (Guerra di demoni, Cronaca del grande Male, Urani). Sfortunatamente, ad oggi La Cronaca è il solo fumetto dell’Association pubblicato in Italia, sul centinaio di volumi in catalogo, mentre gli altri sopracitati non sono che progetti paralleli degli Associati, realizzati per altre case editrici.

Eppure in Francia questo piccolo grande marchio si è già affermato: nel 1991 partecipa a l’esposizione “Energia Europa” a Treviso, nel 1992 espone a Parigi e a Bruxelles. Nel 1994 Slaloms di Trondheim vince l’Alph Art “Coup de coeur” (premio del festival di Angoulême dedicato agli autori meno conosciuti) nella prima edizione in bianco e nero (un’edizione ridisegnata e ricolorata uscirà nel 1997, questa volta per Dargaud). Nel 1997 sempre a Bruxelles, poi a Sierre, in Svizzera, e nello stesso anno, il volume Le Voyage di Baudoin (pubblicato originariamente in Giappone per Kodansha) vince l’Alph Art per la migliore sceneggiatura (l’oscar del fumetto francese). Nel 2000, L’Association espone ancora a Helsinki, Haarlem (Olanda), Lisbona ed un po’ dappertutto alle convention di fumetti Francesi (compresa Angoulême). David B vince l’Alph Art per la miglior sceneggiatura per il quarto volume della Cronaca del grande Male.

L’atto fondatore (6) esplicita chiaramente gli intenti : “l’obiettivo dell’Association è di arrivare alla “polpa” di un fumetto particolare ed innovatore, questo sia con le sue pubblicazioni che con altre iniziative (esposizioni, dibattiti, ecc.). L’Association vuole essere inoltre punto d’incontro tra la nona Arte e le Arti numerate in altro modo”. “L’Association promuove una BD contemporanea ed elitaria, all’insegna della modernità e dell’iconoclastia”(7): casa editrice intellettuale, si è attirata (forse anche a causa di certi atteggiamenti, come il gusto spiccato per la polemica) l’antipatia degli artigiani del fumetto tradizionale francese. L’Association se la tira, a quanto pare. “Gli anni 80, dice David B.(8), sono stati un periodo terribile per la bande dessinée [...]. Le serie più vuote fiorivano, associando sceneggiature stereotipate a disegnatori comatosi”. A questo attacco virulento al fumetto mainstream, il fumettista J.C. Kraehn risponde indignato con una lunga lettera aperta (9) , nella quale mette in evidenza una sacrosanta verità : “Senza questo fumetto che disprezza così tanto, i suoi libri e quelli dei suoi compagni dell’Association non esisterebbero [...]. Se le librerie specializzate non avessero avuto il fumetto degli anni 80 da proporre ai loro lettori, avrebbero da tempo chiuso bottega, così come gli editori, [che lei chiama] “la fogna del fumetto”, dai quali ora siete ben contento di farvi pubblicare, e che, loro, a differenza dell’Association, vivono senza gli aiuti finanziari del Centre National des Lettres”

In effetti, se con l’Association gli autori possono occuparsi dei loro progetti più anticonvenzionali, ricevendo sovvenzioni statali (un quarto delle spese per Comix 2000, ovvero l’equivalente di 75 milioni di lire, sono state coperte in questo modo), non dimentichiamo che un fumetto come Lapinot (pubblicato tra l’altro in Italia e USA) esce per il classicissimo Dargaud, ed in generale la fama di Trondheim al grande pubblico deriva dalle numerose collaborazioni con ogni tipo di editore, più che con l’Association stessa – che rimane però tutto sommato visibile, almeno tra gli appassionati, e di non difficile reperibilità nelle librerie.

L’Association è divenuta punto di riferimento per tutta la scena alternativa francese, e collabora con piccole realtà come Ego Comme X (da cui proviene il bravo Fabrice Néaud, autore del pluripremiato Journal (10)) o Amok. Al contrario di molti piccoli indipendenti che si prefiggono un manifesto preciso, e si richiudono in un qualche modo in se stessi, L’Association ha cercato di ampliarsi il più possibile, di dare maggiore libertà creativa ai suoi autori (benché ogni albo che esce debba ricevere l’approvazione dei sei fondatori), i quali, fin dall’inizio, ben poco avevano in comune tra loro. Se non forse la volontà di occuparsi di progetti che difficilmente avrebbero potuto vedere la luce per una casa editrice convenzionale. Sono infatti numerosi gli autori già affermati (uno fra tutti, Tardi) che hanno scelto di farsi pubblicare dall’Association per opere, se non proprio sperimentali, comunque rivolte ad un pubblico particolare. Fino ad una decina di anni fa, quando nelle librerie francesi non esistevano ne Manga, ne Comics, ne indipendenti, la sola idea che un volume a fumetti non potesse avere il formato “alla francese” non traversava la mente di nessuno. Ed invece adesso i diversi formati dell’Association si stanno affermando : le “collezioni”Mimolette (in formato comics), Ciboulette (in formato romanzo),Eperluette (in formato albo classico, o quasi), e le Pattes de Mouche (in formato10 x 15, 24 pp.). Tutte edizioni contraddistinte da eleganza, sobrietà, e cura della veste, oltre che da un rigoroso bianco e nero di stampa.

La maggior parte dei fumetti dell’Association sono di tono autobiografico, talvolta in chiave umoristica. Le tematiche oniriche sono anch’esse molto frequentate. “Lo stile dell’Association è miscuglio di tradizionale ligne claire, di fumetto underground grunge, di sensibilità d’avanguardia, di vita quotidiana, [...] e di bande dessinée per bambini.”(11) In particolare, è interessante notare come una gran parte dei fumettisti cosiddetti “underground”, e non solo gli Associati, si ispirino ampiamente, in particolare nel disegno, al stile naïf dei fumetti per bambini. Accanto a influenze marcatamente “underground”, si nota però una grande eterogeneità di stili, che è una delle ricchezze dell’Association: dall’affascinante stile “dipinto” di Vanoli al geometrismo di Gerner, passando per il realismo surrealista di Killoffer e le agili pennellate di Baudoin. Il punto di forza dell’Association è probabilmente il fatto che riesca ad unire all’anima “underground”, l’eredità culturale della bande dessinée francese, lasciando completa libertà agli autori, e perciò impedendone una facile omologazione.

L’Association pubblica, fin dal 1992, il bimestrale Lapin (“coniglio”), contenente fumetti di vari autori membri, od ospiti, che ha da poco sostituito ad un’impostazione grafica piuttosto austera (un centinaio di pagine in bianco e nero il cui aspetto sobrio ricordava, più che un albo a fumetti, una rivista di critica letteraria) una nuova formula, mirata a conquistare nuovi lettori (67 pagine in quadricromia per l’equivalente di 15.000 lire), rinunciando perciò al già ridotto apparato critico. La formula “tutto fumetto” non ha però impedito a Trondheim di avviare, su numero di gennaio 2001 della rivista, una (divertente) polemica “a fumetti” con Fabrice Néaud, reo di avere criticato gli Associati.

Lo scopo dell’Association sembra essere di trascendere l’ambiente del fumetto, popolato, come noto, da una maggioranza d’individui intellettualmente limitatati (come dicono ironicamente gli Associati), e di raggiungere un pubblico più vasto. Nobile missione. Ma per adesso, rimangono probabilmente più non-lettori di fumetti che leggono Asterix piuttosto che Trondheim. Perché, incredibile a dirsi, anche la maggioranza degli individui non-lettori-di-fumetti è intellettualmente limitata.

L’Association, insieme alle piccole case editrici indipendenti che stanno fiorendo attualmente in Francia, rappresenta dunque una vera e propria rivoluzione per un fumetto fino a poco tempo fa ingabbiato in uno schema fisso e limitante, formalmente e contenutisticamente poco interessante (salvo eccezioni). Ma se a una piccola casa editrice è permesso di crescere in tal modo, è grazie soprattutto al sistema fumettistico-librario francese, che “ solo grazie all’interesse che smuovono titoli che si vendono in centinaia di migliaia di copie possono esistere decine di piccole case editrici che propongono alternative di qualità con il solo imbarazzo della scelta.” (12)

NOTE :

(1) L’Année de la Bande Dessinée 82-83, pagina 210
(2) EXPO 2000 ( 6.95 $ – 352 pp. b/n) – dalla quarta di copertina : “Expo 2000 è un’antologia (book companion) del più importante festival di autori ed editori indipendenti, che si tiene annualmente a beneficio del NON-PROFIT COMIC BOOK LEGAL DEFENSE FUND. Quest’antologia mette insieme più di sessanta dei migliori talenti del fumetto alternativo mondiale, in un singolo, frizzante volume. “
(3) da “L’Association: The Future of Comics”, di Mark David Nevins (in Expo 2000, p.264)
(4) Comix 2000 (L’Association, Parigi 1999 – 2048 pp. cartonato, b/n, 365 FF. )
(5) dalla presentazione del volume nel catalogo 2000 dell’Association
(6) Journal Officiel del 2 maggio 1990
(7) in Fumo di China n. 49, marzo 1997
(8) in La Lettre n°53, giugno 2000
(9) in La Lettre n°54, agosto 2000
(10) Fabrice Néaud, Diario – Rasputin edizioni (in Francia, oltre al primo volume, ne sono usciti un secondo ed un terzo, quest’ultimo di trecento pagine).
(11) da “L’Association: The Future of Comics”, di Mark David Nevins (in Expo 2000, p.265)
(12) da “L’italia dilettante del comicdom” di Claudio Curcio, Schizzo 8 “Idee”, gennaio 2000

SCHEDE BIOGRAFICHE DEI PRINCIPALI AUTORI

I soci fondatori

· J-C. Menu
Nato nel 1964, Jean Cristophe Menu ha una lunga carriera di fanzinaro e fumettista alternativo prima della sua avventura con l’Association. Sceneggiatore e disegnatore, non pare eccellere in nessuna di queste due attività, e risulta migliore come critico, editore o portavoce degli altri Associati che come autore. Ha pubblicato ad oggi pochi volumi, tutti per l’Association, tra cui Livret de Phamille, raccolta di storie autobiografiche in chiave comica.

· Stanislas
Erede della ligne claire alla Hergé, Stanislas è autore di storie poetiche e ingenue come Le Galérien.

· Mattt Konture
Considerato il più « underground » dei membri dell’Association, Mattt Konture è autore di storie autobiografiche dove si mescolano angoscia esistenziale, nichilismo adolescenziale, fascino per la morte (il suo alter ego è uno zombie), affrontati in chiave psicoanalitica, con un disegno sporco e grottesco. Trai suoi volumi, per l’Association : Primtemps, Automnes, Ivan Morve e Tombe (la veste?). Ha inoltre scritto e disegnato, insieme a Trondheim, un fumetto dove il suo personaggio Galopu incontra Lapinot.

· Killoffer
Autore eclettico quanto poco prolifico, dal disegno elegante e dettagliato, Killoffer è autore di numerose e divertenti storie corte sparpagliate sui vari Lapin, e di un solo volume, Billet SVP.

· Lewis Trondheim

· David B.
Nato nel 1959, David B. è il più anziano dei fondatori dell’Association, alla quale approderà dopo una lunga gavetta. Oltre che L’Ascension du Haut-Mal (Cronaca del grande male, vol.1 – Rasputin libri), ha al suo attivo diversi volumi nei quali racconta sogni o vicende oniriche (Le cheval Blême, in particolare). Ha pubblicato inoltre per Dargaud Le Tengû carré (Guerra di Demoni – Mare Nero) e, con Sfar, Urani (Urani – la città dei brutti sogni – Macchia Nera). David B. sarà tra l’altro sceneggiatore di un prossimo Lapinot.
Il suo sito ufficiale è: http://www.kkn.com/davidb/

Altri autori

· Edmond BAUDOIN
Edmond Baudoin, nato nel 1942, è uno dei più importanti autori francesi contemporanei. Prima di approdare all’Association, lavora per le più importanti case editrici francesi (Glénat, Futuropolis) e pubblica una lunga storia per Kodansha, in Giappone. Le sue storie, ancorate nella vita quotidiana e profondamente legate alle sue origini (racconta spesso della sua infanzia in quel di Nizza), sono disegnate in uno stile che oscilla tra espressionismo e impressionismo, sempre rigorosamente col pennello. Ha vinto ad Angoulême il premio come miglior disegnatore, poi come miglior sceneggiatore. Per l’Association ha pubblicato tra gli altri Le voyage, Le portrait, Terrains vagues. Ha inoltre pubblicato, per Autrement, Véro (Veronica –Rasputin Libri).

· DUPUY & BERBERIAN
Philippe Dupuy e Charles Berberian sono una coppia di autori francesi, famosi in Italia per le avventure di Monsieur Jean ( La Teoria dei “Singles” per Lizard e Prima le donne e I bambini per Macchia Nera), pubblicate in Francia per gli Humanoïdes Associés. Si tratta degli autori del primo libro pubblicato dall’Association (e uno di quelli a più alta tiratura), Journal d’un album, dove raccontano la realizzazione del terzo volume di Monsieur Jean. Le loro storie sono contraddistinte dall’eleganza del tratto e da un sottile umorismo.
Il loro sito ufficiale è: http://www.chez.com/duber/

· Jochen GERNER
Giovanissimo autore dal tratto molto originale, tendente al geometrico, ma capace di staccarsene con eclettismo. Ha pubblicato per l’Association, tra gli altri, Courts Cicuits géographiques.
Il suo sito ufficiale è: http://www.kkn.com/jochen-gerner/

· Joann SFAR
Coautore, con Trondheim, della serie Donjon (La Fortezza – volumi in pubblicazione per Phoenix), e, con Morvan e Boiscommun, della serie Troll (Troll – volumi in pubblicazione per Bande Dessinée), entrambi per Delcourt, oltre che di Urani con David B, Joann Sfar scrive e disegna storie fantastiche popolate da strani esseri (mummie, golem, troll) come quelle contenute in Le Borgne Gauchet, una sua recente raccolta per l’Association. Nel 1997 vince un premio ad Angoulême per La fille du professeur, pubblicato da Dupuis.
Il suo sito ufficiale è: http://www.pastis.org/joann/

· Vincent VANOLI
Autore di storie oniriche e poetiche, disegnate con tecniche diverse, dal carboncino al pennello, è uno di giovani autori più importanti del fumetto alternativo francese. Ha pubblicato per la maggior parte delle case editrici indipendenti, ed in particolare per l’Association, per la quale sono usciti Le Controlleur de Verité, Simplismus, L’Usine électrique e Le Bon endroit.
Il suo sito ufficiale è: http://vincent.vanoli.free.fr/