L’editore automatico

Questa √® una storia bizzarra, paradossale, persino affascinante. Una storia vera dell’epoca della coda lunga, che (naturalmente) inizia sulle pagine di Amazon. Comincia con me che capito su una serie di libri dedicata ai generi musicali e capisco rapidamente, per via di una certa incoerenza nella strutturazione dei capitoli, che si tratta di compilazioni tratte da Wikipedia. In effetti l’autore indicato √® proprio “fonte wikipedia”, in apparente infrazione della licenza CC-BY-SA con la quale sono rilasciati i contenuti dell’enciclopedia collaborativa. Digitando il nome dell’editore nel motore di Amazon, capito su altri titoli. Agricoltura (38 pp), Abati francesi (54 pp), Accordi Diplomatici Della Prima Guerra Mondiale (52 pp) o ancora¬†Ebraismo (178 pp) o Generi cinematografici (126 pp). La grafica di copertina √® sempre identica: sfondo colorato e la fotografia d’un fiore. Il prezzo, prima che Amazon li rendesse indisponibili alla vendita in Italia, era di circa dieci euro l’uno.

Ok, quindi questi prendono voci di Wikipedia e fanno dei libri. Lo facevano in America, e ora lo fanno anche in Italia. Anzi, a dire il vero lo fanno in 24 lingue, dall’arabo al cinese. Il meccanismo √® trasparente, a leggere quanto scrivono nelle FAQ del loro sito: le versioni cartacee permettono di evitare la fastidiosa lettura a schermo. Anche se poi su Amazon √® facile scambiarli per libri “veri”, e qualcuno rischia di portarsi a casa una voce sui racconti di Bradbury credendo che si tratti dei racconti di Bradbury. Ma tutto questo, lo ammetto, non √® molto bizzarro, n√© tantomeno affascinante. Infatti la storia non √® ancora finita.

Quanti sono i titoli prodotti con questo procedimento? Non tre, n√© quattro o dieci o cento: sono quindicimila solo in italiano, a partire da luglio 2011. E come li produce quindicimila libri un editore straniero, in due mesi? A casaccio. No, davvero: a casaccio. Scorrendo la lista dei titoli, appare evidente che gli elenchi di voci sono raccolti automaticamente a partire dalle categorie di Wikipedia, tra le quali persino meta-categorie proprie all’enciclopedia, che non hanno nessuna pertinenza se stampate nella forma di un libro: Da trasferire (292 pp),¬†Pagine orfane – Letteratura (32 pp),¬†Stub – Atletica leggera (28 pp),¬†Pagine a cui deve essere aggiunto il template sportivo (182 pp) o lo struggente Voci mancanti di fonti (78 pagine dense e poetiche). In modo del tutto automatico dunque, e indipendentemente da ogni competenza semantica, un editore-robot ha prodotto e messo in vendita quindicimila libri, rivolti soprattutto ad acquirenti distratti. Puro Spam editoriale. Ma vediamo: in che senso l’editore ha prodotto questi libri?

Io non credo che questi libri¬†esistano. Vincitori del National Book Award (100 pp) o Episodi di Lost (54 pp) non sono mai stati stampati n√© giacciono in alcun magazzino. Perlomeno questa mi pare la spiegazione pi√Ļ sostenibile. La probabilit√† di vendere un singolo libro tra questi quindicimila √® molto bassa, cio√® precisamente uno su quindicimila ovvero 0,006%. In fin dei conti, ognuno di questi libri equivale all’altro, e non ha in s√© alcun valore intrinseco. Tuttavia, la probabilit√† di vendere uno qualsiasi di questi libri √® gi√† migliore. Ipotizzando che su Amazon ci siano circa trecentomila libri italiani in vendita, le probabilit√† salgono attorno a quindici su trecento, ovvero ben 5%. Tutto sta, dunque, nel stampare questi libri on demand, cosa che la tecnologia ha oramai reso possibile e redditizio.

Il nostro bizzarro editore automatico ha generato quindicimila esche virtuali e stamper√† soltanto al momento dell’incauto acquisto. Nessun essere umano di carne e sangue sceglie e compila, nessun volume di carta attende di essere venduto. L’editore automatico √® un catalogo di possibilit√†.¬†In tutto il mondo, la sua strategia √® inondare i siti di vendita con la sua merce avariata.¬†E c’√® da credere che il suo¬†business model stocastico funzioni.¬†La legge dei grandi numeri gli garantisce, dove e fino a quando la legge glielo permette, di guadagnare senza muovere un dito, lasciando che i suoi libri si producano e si vendano da soli.¬†Se un milione di scimmie in un milione di anni¬†finiranno per riscrivere Shakespeare, l’incontro tra un milione di patacche e un milione di potenziali acquirenti finir√† per generare profitto.