Fascisti rossi

Ogni tanto Otto e 1/2 è ancora interessante. Per esempio, ieri sera: si parlava d’ Iraq, ma si parlava soprattutto d’idee politiche, di estrema destra e estrema sinistra. Intendiamoci: io sono convinto che tutta questa storia di alleanza strategica tra rossi e neri sia – sul piano dei fatti - nulla più di un teorema giornalistico (ricordate quell‘articolo di Magdi Allam?), e una lettura utile sono, malgrado tutto, le smentite del Campo Anti-Imperialista. M’interessa ben di più osservare le ambiguità ideologiche, le zone di sovrapposizione, e ritrovare rimosse matrici comuni sotto la sottile scorza degli schieramenti. Qualcuno dovrà prendersi la briga di riscrivere l’Ottocento politico, cartografando in nuova luce lo spazio delle idee che vi nacquero.

Sembra come se in questa puntata, che vi riassumo un po’, a modo mio, fosse esploso il linguaggio, rivelando la sua fragilità (e con esso la fragilità delle nostre griglie di comprensione).

Il direttore di Rinascita nazionale* è un signore elegante con una bandiera del Baath all’occhiello. In risposta a Ferrara che gli da’ del bel fascistone risponde di essere di Sinistra. Anzi Sinistra Nazionale, che assomiglia a un’equazione: sinistra nazionale, socialismo nazionale, nazionalsocialismo. Simile equazione, rovesciata, si trova nel concetto di destra sociale. Rinascita, peraltro, è anche la traduzione del nome del partito di Saddam Hussein, con il quale si schiera Gaudenzi. Vi consiglio inoltre, per farvi qualche idea (o confondervela) di visitare il sito Italia Sociale o sfogliare il catalogo delle edizioni All’insegna del Veltro.

Moreno Pasquinelli invece è un trotzkista: assieme al suo Campo Anti-Imperialista sta accogliendo dieci euro pro capite per la Resistenza Irachena. Non tutta indiscriminatamente (come vorrebbe Gaudenzi) ma solo per la sua ala sinistra, che per una maligna ironia del destino si chiama Alleanza Nazionale. Un’altra maligna ironia del destino vuole che questo movimento sia definito come baathismo di sinistra. Di tutta la storia, però, la parte più divertente è quella dove tutti si accordano nel definire “resistenza” quella irachena, mentre su quella italiana il bel fascistone la vede senz’altro nei ragazzi di Salò…

Alla puntata partecipavano (lo dico per completezza) anche i nervosi Franco Cardini (uscito con un libro sulle lobbies americane) e Costanzo Preve, filosofo marxista, uniti trasversalmente nel rivendicare il diritto, via Grozio, alla resistenza contro l’aggressore, mentre il povero Riccardo Barenghi, direttore del Manifesto agli sgoccioli, faceva “quello di destra” con Giuliano Ferrara.

* Nota 7/08/09: Poiché questa pagina é il primo risultato che appare su Google cercando il nome in questione, e garantisce un considerevole numero di accessi, ho preferito non citarlo ed evitare al direttore di Rinascita il dispiacere di essere eternamente etichettato come “fascista rosso” (per quanto ne so, nel frattempo potrebbe essersi convertito all’anarco-buddismo). Visto che non lo conosco, non intendo prendermi la responsabilità di essere il suo biografo ufficiale.

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