Il palo in frasca

Letto l’ultimo libro di Loretta NapoleoniIl contagio. Perché la crisi economica rivoluzionerà le nostre democrazie –  sono molto perplesso: non soltanto non si capisce né il perché né il come della rivoluzione annunciata (al tema del default pilotato vengono dedicate un paio di pagine)  ma sopra tutto lo svolgimento consiste in un estenuante non sequitur. L’unica spiegazione che mi sono dato è che questo libro sia un instant book prodotto in una sola notte d’agosto con un solerte lavoro di copia-incolla indignatissimo, al fine di riunire in centosettanta pagine le rivolte arabe, la crisi finanziaria, la casta e i social media (“feticizzati” in maniera quasi caricaturale). Per intenderci, ecco un esempio di questa Waterloo argomentativa:

Ed è ancora nel mondo accademico che si trovano i giovani martiri del nepotismo che come il ragazzo tunisino s’immolano per protesta. A Palermo, nel 2010, Norman Zarcone, un dottorando di 27 anni, si è suicidato quando ha capito che per lui non c’era spazio nell’università. Anche in Francia il suicidio tra i giovani è la seconda causa di mortalità nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni. Parentopoli fa strage dei nostri figli!

In questo paragrafo il palo in frasca regna sovrano: dalla crisi a parentopoli, dalla Tunisia all’Italia alla Francia, dal suicidio all’immolazione, passando per uno squisito sciacallaggio e un dato statistico fuori contesto, praticamente surrealista, per concludere nel più becero grillismo. Ed è pressapoco tutto così: confuso, sbrigativo, demagogico. Speriamo almeno che faccia vendere un bel po’ di telefonini.