Voglio rifugiarmi sotto il Patto di Varsavia

Mentre ieri a Roma la situazione degenerava, ha cominciato a circolare la voce che tra le file dei manifestanti ci fossero degli infiltrati di CasaPound. La voce era infondata, ma soprattutto logicamente scorretta. Perché CasaPound avrebbe dovuto infiltrarsi nella piazza, essendo già presente in molti suoi slogan e rivendicazioni? In effetti nel frastuono di migliaia d’indignazioni differenti (tenute assieme da un pugno di capri espiatori e da qualche sputo a Pannella) c’era ampio spazio anche per la narrativa cospirazionista dell’anticapitalismo di destra.

Nel cratere lasciato dalla sinistra italiana sedimentano oramai le cose più improbabili. Gilbert K. Chesterton — uno che sugli infiltrati ha scritto tutto quello che c’è da scrivere — diceva che quando la gente smette di credere in Dio, non è che poi non creda più in nulla: bensì crede in tutto. Di tutta evidenza questo vale anche per la sinistra. Quando la gente smette di credere nel partito comunista, non è che poi non creda più in nulla: bensì crede in tutto. Quanto ci mancano Giuseppe Stalin e il Komintern, i piani quinquennali, la stabilità.

Questa nuova sinistra-che-crede-in-tutto™ è ben rappresentata da Giulietto Chiesa, celebratissimo boccalone, che alla manifestazione degli Indignati doveva intervenire in qualità di “esperto di signoraggio bancario e sovranità monetaria”. Praticamente si è infiltrato da solo. Giustamente il sito cattolico-fascista Effedieffe si lamenta di questo vero e proprio “scippo” delle teorie sul signoraggio, che oggi (più o meno ripulite) si ritrovano a sinistra. David Icke farà bene a tenersi stretti i suoi rettiliani, perché con gli indignati in giro non si sa mai che gli freghino la bella idea.