Il Servo

Se qualcuno ancora ricorda Le ultime avventure di Gummo, sarà felice di sapere che ho ritrovato numerosi frammenti inediti. In uno di questi, scopriamo che Gummo ha un maggiordomo un po’ speciale, che come tutti i maggiordomi si chiama Battista

Gummo - I miei sandali! Dove sono i miei sandali? Battista, i miei sandali! Eccoti, disgraziato. Ridammeli subito, te l’ho già detto che non sei degno di portare i miei sandali. Non sono nemmeno della tua misura. Compratene di tuoi, no? Delle infradito magari, che sono alla moda. Delle espadrillas, starebbero bene con la tua livrea in pelo di cammello.

Cristina - Gummo! Ce l’hai ancora con Battista?

Gummo - Guarda un po’ se uno si merita un maggiordomo del genere. E certo che ce l’ho con lui! Mi ruba i sandali, e non è degno!

Cristina - E ha anche finito il miele. Ci condisce le locuste. Ma dove l’hai pescato?

Gummo - Nel fiume Giordano. All’inizio l’avevo scambiato per un salmone, perché continuava a cantare inni sacri in ebraico. Ma inni lunghi, lunghissimi. Poi mi ha detto il suo nome, è ho capito che si trattava di un maggiordomo. Ed eccoci qua.

Cristina - Ma a che ti serve un maggiordomo, Gummo?

Gummo - Mi annuncia! Annuncia l’anticristo!

Cristina - E a chi?

Gummo - Per esempio agli ospiti. È un maggiordomo! Loro suonano alla porta, “din don”, Battista li accoglie, “buongiorno, razza di vipere!”, magari gli offre un po’ d’acqua fresca, “ciaff”. Poi, li accompagna nel mio boudoir.

Cristina - Ma tu non hai mai ospiti, Gummo! Sei un latitante!

Gummo - Uhm. Capisco quello che vuoi dire, Cristina.

Cristina - Davvero?

Gummo - Battista finge di essere me e s’intrattiene con gli ospiti in mia vece. Per questo ho l’impressione di non avere mai ospiti. Battista si è impadronito della mia vita. Un classico caso d’inversione dei ruoli tra servo e padrone. Dovrò ucciderlo. Mi piange il cuore, ma dovrò ucciderlo.

Cristina - Credo che ci sia un malinteso. Tu non hai ospiti perché nessuno conosce il tuo indirizzo! Non ricordi? Abbiamo deciso di tenerlo segreto per non ricevere più le lettere dei bambini del Gummo Club.

Gummo - Ah, quelle fastidiosissime lettere!

Cristina - Già. Per questo ci siamo dati alla latitanza! A furia di spedire foto autografate ci stavamo rovinando.

Gummo - Ma quei bambini sono astuti! Stanno seguendo le nostre tracce! Dobbiamo terminare il programma al più presto, prima che ci scoprano.

Cristina - Oppure potremmo terminarlo molto tardi, così nel frattempo saranno cresciuti e non saranno più una minaccia per noi.

Gummo - Ah, ingenua Cristina! I bambini iscritti al Gummo Club NON CRESCONO PIÙ. Mai più.

(qui s’interrompe il frammento)