La difesa della razza

Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Psychological Science, chi ha un basso quoziente d’intelligenza è più propenso ad avere visioni politiche conservatrici e razziste. Tuttavia, secondo uno psicologo della prestigiosa università di Harvard, proprio dal diverso quoziente d’intelligenza dipende la diseguaglianza sociale tra le razze. In particolare, secondo un’altro studio pubblicato sulla pure prestigiosa rivista Intelligence, lo squilibrio economico tra Nord e Sud Italia dipende dalla differenza di quoziente d’intelligenza, più basso in Meridione per via della mescolanza genetica con le popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa. Dall’attenta analisi di queste fonti prestigiose (e dalla lettura di un libro di Stephen Jay Gould) possiamo trarre le seguenti conclusioni:

a) Negroidi, semiti, orientali e terroni tendono naturalmente al razzismo per via del loro basso quoziente d’intelligenza.

b) I maschi bianchi benestanti tendono naturalmente a pubblicare riviste prestigiose, nelle quali si trovano dimostrazioni scientifiche dell’inferiorità di reazionari, xenofobi, delinquenti, poveracci, cafoni, bigotti, vu cumpra’ e musi gialli.