La critica del teatro come critica del potere

Allo “spettacolo” si deve opporre la ” situazione”, ovvero la produzione di rappresentazioni nelle quali non esiste separazione tra chi produce e chi assiste (subisce?), ma tutti producono e assistono allo stesso tempo.

Nella prospettiva di Debord si combatte il mondo come rappresentazione alienante determinata dal potere, così metaforicamente simile al teatro secondo Rousseau. E le feste che il ginevrino proponeva, cosa sono se non “situazioni”? Realizzate poi sotto lo stato giacobino come “feste rivoluzionarie”.

Carattere plein-air delle rivoluzioni, noterà Walter Benjamin, psicogeografo.