Osservatorio tremonti

Non posso lasciare passare sotto silenzio l’ulteriore prodezza intellettuale dell’enigmatico Tremonti, che già in altre occasioni ci aveva lasciati attoniti come nemmeno un Arbasino. Oggi filosofeggia su Carl Schmitt e Immanuel Kant:

Quando Schmitt pensava al potere non pensava alla globalizzazione. Ma al Terzo Reich. Quando non pensava più al Terzo Reich, non pensava più al potere, ma a scenari diversi, tra terra, mare e spazio. (…) Quando Kant pensava ad una «storia universale dal punto di vista cosmopolitico» (1784), l’idea dominante era quella della natura e della sua progressiva evoluzione. Con la «modernità» propria del tempo presente abbiamo radicalmente superato questo impianto di base. Pare dunque piuttosto difficile utilizzare ora le categorie di Kant per fare il «governo della globalizzazione». Quando poi Kant pensava alla «Pace perpetua» (1795), dopo la Rivoluzione francese ma prima della Rivoluzione industriale, non pensava ancora alla globalizzazione e dunque non pensava di «governarla con il diritto». Neppure passando dall’omonima locanda («La pace perpetua») prossima al cimitero di Koenigsberg si può trarre questa ispirazione.

Aggiornamento: Massimo Adinolfi elogia il genio visionario di Tremonti, mentre Luca Sofri si spinge fino a sospettare lo zampino di Giuseppe Genna come ghost-writer.