Zoologia Fantastica

Dopo il Leopardi di Zaccuri, ecco il Manzoni di Buonanno (donde il titolo del post): L’Accademia Pessoa. Un libro che vi consiglierei assolutamente se non temessi di essere troppo prevedibile; ma d’altronde c’è chi, ancora più prevedibilmente o viziosamente, lo ha scritto. Viziosamente, perché non c’è dubbio, questa è letteratura viziosa, viziata, è una dipendenza, una malattia. Una letteratura irrimediabilmente spallanzanizzata, eccolo il precursore immaginario, e bisognerebbe porre un argine a questi libri sui libri, godibilissimi e intelligenti, basta scrittori che diventano personaggi e che tra loro si conoscono tutti, basta Bloch e Benjamin, Kipling e D&G Rossetti, basta Cervantes e Hamete Benengeli, bisognerebbe fucilarli questi postmoderni. E d’altronde prima o poi anche il divo Tricheco ci lascerà (nel frattempo, questo sembra niente male, qualunque anonimo dottorando in semiotica lo abbia davvero scritto), e sarà occasione per fare piazza pulita – con la morte nel cuore, ovviamente.

Ora di Buonanno sarà necessario procurarsi il resto, anche se non gli si dovrebbe perdonare questa copertina. Guardatela bene: i grafici di Einaudi hanno tirato fuori una foto d’archivio Corbis; ma quelli sono chiaramente faldoni commerciali, altro che libri. Il colletto bianco, la giacca scura, la pettinatura, le mani – parlano di un’altra storia.