Avanguardia /2

Ops, Marcello, ho le mie cose.”

Certamente la Fontana color sangue è un’immagine suggestiva e spaventosa, con quel contrasto tra il bianco ed il rosso; anche se iconograficamente sarebbe stato più consono regalare un Mar Rosso alla Fontana del Mosè. Ne abbiamo viste tante, ne abbiamo apprezzate di peggiori, e qui c’è perlomeno ancora l’ebbrezza del gesto proibito. Concediamoci però di rabbrividire di fronte al successo che riscuote l’operazione e annuncia teorie di emulatori. Sarebbe davvero un mondo migliore – un mondo più bello – quello in cui l’acqua della Fontana di Trevi fosse rossa? O invece è un problema nostro, se la Fontana non ci basta così com’è? Non attira più l’attenzione, non racconta più le sue storie e i suoi miti morti e sepolti. Una vasca di sangue, invece! Come la colorazione artificiale dei vecchi film in bianco e nero, come Vivaldi remixato con le basi elettroniche, come le patatine aromatizzate Erbes de Provence o Caledonian Tomato. Io personalmente le adoro: e non provo lo stesso piacere a mangiare le cosiddette Classiche (Classiche!). E se apprezzo la Fontana rossa, e se per la prima volta faccio attenzione a quel mucchio di pietra scolpita, è perché sono un incompetente, sono un ignorante, e senza gli effetti speciali non mi godo più nulla. Potrei estasiarmi per quel dettaglio leggermente sproporzionato, per quella posizione della figura umana che simula un moto leggero, per gli sbuffi rocciosi dell’abito di Nettuno: la mia visione si limita a isolare i colori. Il problema qual è? Che ci siamo sempre illusi che venisse prima il “détournement” e dopo, per scelta, la “dispersione del significato primo”*. Ma è il contrario. Più realisticamente, giochiamo e rimontiamo e coloriamo e spappoliamo ciò che c’era, perché non riusciamo più a leggerlo. Non c’è nulla da festeggiare.

* Les deux lois fondamentales du détournement sont la perte d’importance — allant jusqu’à la déperdition de son sens premier — de chaque élément autonome détourné ; et en même temps, l’organisation d’un autre ensemble signifiant, qui confère à chaque élément sa nouvelle portée. (I.S. 3, 1959)