Who watches the lost girls?

Mentre si palesa l’orrendo trailer dell’adattamento cinematografico di Watchmen (curiosamente accompagnato da un vecchio pezzo degli Smashing Pumpkins, parte della colonna sonora di Batman & Robin), è uscito il terzo e ultimo volume di quello che, in momenti di trasporto forse eccessivo, ho avuto modo di definire il capolavoro di Alan Moore, illustrato dalla moglie Melinda Gebbie, ovvero il pornografico Lost Girls. Consigliato agli amanti del genere, delle favole, del marchese de Sade, di Thomas Mann, eccetera.

Da poco ho ripreso a frequentare le fumetterie e a guardare l’offerta devo dire che il mercato sembra davvero fiorente, rispetto a cinque o dieci anni fa. Ora resta solo da sincronizzare al mercato, saturato dalle ristampe, una rivoluzione vera e propria: perché l’ondata britannica è pur sempre roba di vent’anni fa, e anche i vari Daniel Clowes stanno facendo il loro tempo. Ogni tanto sento parlare con entusiasmo di qualche fumetto disegnato male (che i coglioni chiamano “romanzo a fumetti”), ma mi guardo bene dal prenderlo in mano. Per il resto, prometto di stare più attento.

Lost-Girls