Associazione mafiosa

In tutta la mobilitazione pubblica per Roberto Saviano, raramente si è menzionato (in pubblico) il paradosso fondamentale su cui si regge Gomorra: l’idea che la periferia del benessere è in realtà il suo centro segreto; per cui tra i veri mandanti del crimine organizzato ci sono anche i firmatari dell’appello, e i non firmatari, ci siamo tutti. Pasquale Squitieri fa delle osservazioni interessanti, che qualcuno giudica vomitevoli: secondo il regista napoletano, chi consuma stupefacenti “dovrebbe essere arrestato per concorso in associazione mafiosa”, perché finanzia la camorra. La provocazione regge, se si ha il coraggio di aggiungere che si concorre in associazione mafiosa acquistando beni anche più comuni, come i vestiti, che si concorre nello sfruttamento mangiando, muovendosi, abitando, respirando. Questo era appunto ciò che Saviano ha scritto in quello che è anche un grandissimo libro di economia, un’epica dei flussi del capitale, delle acque nere del benessere. E invece siamo riusciti a neutralizzarlo. Lo abbiamo trasformato in eroe per convincerci che siamo in guerra, e che siamo innocenti.