la fine dei tempi nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
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Immagini terrificanti /2: contraccettivi del passato

Non solo l’immagine √® terrificante, anzi sarebbe una perfetta locandina per un film di Lucio Fulci (pure il titolo √® fulciano), ma scopro che il prodotto pubblicizzato (si tratta di null’altro che di una inserzione pubblicitaria per un contraccettivo su un numero di Linus del 1978) solo un anno dopo viene ritirato dalla vendita, e i dirigenti delle ditte farmaceutiche condannati a reclusione per “somministrazione di medicinali, compiuta in modo pericoloso per la salute pubblica”: praticamente causava aborti spontanei! Era il minimo, con una pubblicit√† cos√¨. Io mi sarei aspettato che facesse partorire neonati alieni.

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Il contagio delle idee

Qua in giro si parla un mucchio di¬†memetica, con quell’alone di cosa figa e un sconosciuta ai pi√Ļ che √® propria dei pi√Ļ classici virus della mente: e infatti, chiosava¬†Dhalgren, probabilmente l’unico meme √® l’idea di meme. Tant’√® che propongo il seguente esperimento: cercare di tracciare la¬†genealogia¬†dell’idea di meme che ci ha contagiati, per capirne i canali di trasmissione e le modalit√† (ricordarsi dove se ne ha letto/ sentito parlare, e da l√¨ regredire fin dove √® possibile). Il problema fondamentale per√≤, se vogliamo uscire dal campo della vaghezza, √® capire bene una cosa:¬†se di virus della mente di possa parlare in senso proprio o figurato. Se cio√® si tratti di una metafora molto evocativa oppure di un modello¬†scientificamente¬†fecondo per spiegare le cose sociali e culturali. Il linguaggio della sociologia √® ampiamente costituito da metafore lessicalizzate con valore scientifico approssimativo: dalle “forze” sociali alle “rivoluzioni”. Il problema della scientificit√† √® centrale quando si parla di memetica, la quale si vorrebbe “biologia” dei fenomeni sociali: e in quanto tale dovrebbe funzionare secondo le sue leggi (non solo su un piano analogico, valido tutt’al pi√Ļ per un saggio pubblicato da¬†Castelvecchi). Sul fondamento di una “teoria naturalistica della cultura” s’interroga¬†Dan Sperber¬†ne¬†Il contagio delle idee (¬†Campi del Sapere,¬†Feltrinelli, 1999), optando per una risposta affermativa alla domanda se sia possibile un’approccio materialista alla cultura (e noteremo che il passo √® breve per ritornare a¬†Marx, cio√® un approccio materialista alla storia). Sperber non cita mai il termine “meme” (forse un poco “sporcato” dalla sua diffusione capillare in ambiti extra-scientifici) ma propone un’epidemiologia delle rappresentazioni che, interpolata magari con certe intuizioni degli storici francesi (dalle¬†Annales¬†a¬†Foucault) e di¬†Feyerabend¬†e¬†Wittgenstein, potrebbe dare dei risultati interessanti.





Veterani del disordine /2

A margine¬†delle¬†discussioni sul¬†book-shifting¬†sono apparse una serie di proposte¬†altrettanto vanamente patetiche. Giuro che poi smetto, ma fatemi riassumere:¬†Dhalgren¬†propone il¬†librammacching (da “ammacchiare”, nascondere: se un libro vi pare bello, ammacchiatelo sotto una pila), il sottoscritto in trasferta ribatte con una via di mezzo tra nascondere e mostrare (¬†bookshiftando un libro bello in un contesto in cui, comunque, nessuno lo comprer√†: per esempio dei saggi di¬†Diderot¬†in bella vista nel settore manualistica per ingegnieri), mentre¬†Bob Blake¬†propone di¬†stampare, diffondere e applicare delle fascette particolari (tipo: “Questo libro m’ha fatto veramente cagare” S. King; “Assolutamente necrotico!” Bob Blake; “Uno sguardo lancinante, una scrittura ustioria, un assalto all’esistente come pochi altri” Francesco Totti) ma non lo fa per paura di diventare trendy. Un’anonimo nei¬†commenti di¬†Tao¬†riflette sulla portata rivoluzionaria del¬†contro-bookshifting (ovvero spostare libri gi√† spostati sostituendoli con altri). A m√≤ di ciliegina sulla torta,¬†L.S. segnala l’esistenza di personaggi dediti al cd-crossing , che √® una cosa un po’ diversa (consiste nel lasciare dei cd musicali in giro, ed √® ispirata al¬†book-crossing) ma √® pur sempre una pratica ludica, stancamente avanguardista e ridicolmente finto-rivoluzionaria, dai toni “¬†vagamente assistenzialisti” com’√® la dislocazione letteraria.

Update:¬†Monj segnala anche il¬†bookcoverexchanging (¬†scambiare le copertine, tenuto conto del fatto che nell’acquisto di qualsivoglia volume in media si leggono il titolo, il riassunto della trama e la vita dell’autore sulla quarta di copertina, per cui il contenuto finale del libro √® del tutto ininfluente) la qual cosa¬†Bob Blake trova molto “succhievole”¬†:

Prendere quei libri finto-intellettuali, cha la massa delle elites compra per darsi un tono, e cambiargli la sovracoperta ; loro penserebbero di comprare l’ultimo Adelphi e poi dentro c’√® Iva Zanicchi. La cosa bella √® che non se accorgerebbero mai!





Immagini terrificanti: Enzo Biagi da giovane (giovane?)

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Finto testo d’autore – Readers’ choice /1

Potr√≤ mai parteciparti, amico lettore, il languore disperato di quelle fuggevoli prede degli occhi, il fremito spasmodico di certi contatti labilissimi, un colpo di gomito nella ressa del tram (“Scusi, signora, vuole sedersi?” Oh, satanico amico, come osavi raccogliere l’umido sguardo di riconoscenza e il “Grazie, buon giovane”, tu che avresti voluto inscenare l√¨ stesso la tua bacchica commedia del possesso?), lo sfiorare un ginocchio venerando strisciando, col tuo polpaccio, tra due file di sedie nella solitudine pomeridiana di un cinema rionale, lo stringere con tenerezza trattenuta – sporadico momento del pi√Ļ estremo contatto! – il braccio ossuto di una vegliarda che aiutavo ad attraversare il semaforo con aria contrita di giovane esploratore.





Strade perdute

La mia tesi √® che ci sia un ramo deviato della¬†C.I.A.¬†con l’incarico di fare ricerche assurde su google, per contribuire all’entropia dell’universo e/o all’immanentizzazione dell’eschaton. Non vedo come spiegare altrimenti che gente sia capitata su questo blog cercandovi cose tendenzialmente assurde tipo¬†piantine cyberpunk,¬†citazioni outdoor,¬†racconti froci,finto testo d’autore,¬†donne situazioniste¬†(qualche maniaco ha cercato “¬†amici di Ratzinger” ma l’ha trovato perch√© in effetti¬†c’era).¬†Questo blog non √® ingrato, e rispetta i suoi lettori: provvederemo a scrivere sugli argomenti richiesti al pi√Ļ presto. Anzi, lancio l’offerta promozionale del mese:¬†Non trovi l’articolo che t’interessa? V.U.E. te lo regala! Scrivici e richiedilo!





Who watches the watchmen?

Quinto Potere” √® il titolo dell’editoriale di¬†Ignacio Ramonet¬†in copertina del numero di ottobre del¬†Monde Diplomatique: partendo da un’analisi dell’inaffidabilit√† dei tradizionali mezzi d’informazione (e anzi del loro eccessivo potere), viene posta l’esigenza di creare dei dispositivi di controllo che svolgano una funzione critica nei confronti dei media tradizionali. A questo fine il 24 settembre a Parigi √® stato creato l’¬†Osservatorio Francese sui Media. L’idea alla base √® semplice e abbastanza foucaultiana: giacch√© i contropoteri si costituiscono come poteri, √® auspicabile una proliferazione di livelli di contropotere che si riequilibrino a vicenda. A questo scopo internet (e i blog, per esempio) potrebbero rappresentare il luogo di azione di questo quinto potere: in occasione della guerra in Iraq era stato attivato da¬†PeaceLink¬†un¬†Media Watch (osservatorio sulle menzogne di guerra) sul quale nello specifico avevo emesso¬†i miei dubbi (riassunto: la disinformazione dall’alto √® una classica arma bellica sulla quale √® superfluo fare i moralisti) ma che alla fine della fiera ha raccolto un certo numero di inquietanti esempi di manipolazione dell’opinione pubblica italiana e mondiale.

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Il disco infinito

La leggenda vuole che sul vinile originale di EVOL (1986) dei Sonic Youth l’ultima traccia del lato B (Expressway to your skull) fosse minutata “infinito” perch√© invece di terminare la coda strumentale del pezzo continuava a riavvolgersi su su stessa indefinitamente: io ho il cd e devo accontentarmi dei suoi torbidi sette minuti. Ho la fortuna per√≤ di avere in vinile Loveless (1991) dei My Blood Valentine che sarebbe un disco normalissimo (oltre che uno dei capolavori degli anni Novanta) se non fosse che ne ho una copia venuta male. Ha un bozzo a met√† di When you sleep, nel pieno di un bellissimo pezzo strumentale di rumore dolcissimo. Venuta male?

Questo bozzo ha un curioso effetto: fa impercettibilmente saltare il disco mandando in loop quel pezzo, che per il loop sembra fatto. Tant’√® che la prima volta che misi il disco, mi ci volle oltre mezz’ora di ascolto di quell’interminabile groove metafisico per prendere coscienza che tutta quella musica non ci poteva stare e che stavo irrimediabilmente ascoltando come un cretino un disco che continuava a saltare. Eppure il bozzo su questo disco sembra messo l√¨ apposta, dilatando oltre ogni limite gli eterei ronzii, fino a toccare l’eternit√†.

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