antisionismo nell'epoca della sua riproducibilità tecnica



Gli antiraffaelliti

Alla fine di agosto ho parlato di un libro che stava per uscire. Ho affermato che il libro é interessante ma che non condivido le sue conclusioni. Ho scritto inoltre che, sfortunatamente, sono proprio queste conclusioni a circolare in rete. Il libro parla di come é stato inventato il popolo ebraico — interessante — e conclude che gli ebrei non esistono, anzi i veri ebrei sono gli arabi di Palestina. Ho spiegato dove stava secondo me la debolezza di questa argomentazione. In questo nuovo bizzarro antisionismo proprio come nel sionismo, la discendenza dagli ebrei dell’Antico Testamento sarebbe un titolo di proprietà sulla Palestina. Ma la geopolitica del DNA dove ci porta? In seguito a questo post sono stato accusato, nell’ordine : di essere un sionista, di non avere letto il libro, di essere al soldo della propaganda israeliana. Ma la migliore é, come la precedente, del professor Antonio Caracciolo che sbotta : “Lei si firma Raffaele ed è un Raffaele.” Cos’avrà voluto dire? Cosa sono i Raffaele? Il professor Caracciolo sarà forse un antiraffaelita?



un vero e proprio attacco alla libertà di espressione

Operazione strana davvero, una petizione contro un libro. Persino crudele, se il libro è Viva Israele di Magdi Allam, una sorta di pamphlet autobiografico che si squalifica fin dalle prime pagine, con un momento poetico vagamente sopra le righe che si conclude così: Grazie alla vita, Viva la vita! Grazie all’amore, Viva l’amore! Grazie alla libertà, Viva la libertà! Grazie Israele, Viva Israele!

Da quel che ho capito scorrendo rapidamente la petizione, gli si rimprovera di avere, in questa enumerazione, dimenticato la Fica. Giustissimo. Però insomma, una petizione. E poi guarda un po’ tra i firmatari, c’è persino Franco Cardini. Ma chi, quello che scrisse che la sollevazione degli intellettuali sul caso Toaff era andata “al di la d’una faccenda ispirata da un libro di storia e che si andasse configurando un vero e proprio attacco alla liberta di pensiero e di espressione“? E che aggiunse persino che “l’intero affaire ha assunto i connotati di una sorta di linciaggio morale contro lo studioso italo-israeliano“?

Insomma, secondo Cardini è ideologico criticare in massa un libro che rinfocola maldicenze sugli ebrei sulla base di presupposti metodologici ridicoli, anzi è forse un sintomo di qualche strana cospirazione o religione civile; mentre è del tutto normale aggiungere la propria firma a una petizione contro un libro molto più ridicolo e poco meno dannoso qual è quello di Allam? Questa ce la deve proprio spiegare.



Ora sono cazzi

I Raeliani minacciano di distruggere Israele.