L’Association, il futuro del fumetto

Chi segue il fumetto francese (o il blog di Matteo Stefanelli) saprà che L’Association ha festeggiato i suoi vent’anni con uno psicodramma sindacale, concluso con l’addio del direttore in carica Jean-Christophe Menu. Se di questa situazione molti danno la colpa al management catastrofico di Menu, la crisi dell’Association può essere letta (simbolicamente, almeno) come una tragedia, il cui motore è un mercato che ha rapidamente assimilato, cannibalizzato, recuperato, un po’ corrotto e infine svuotato il suo doppio “indipendente”.

La drammaturgia insegna che nulla finisce in tragedia che non sia già iniziato in tragedia — e che dunque, nel caso dell’Assò, a essere tragico era il progetto fin dal fondamento. Ma chi l’avrebbe mai detto, diciamo dieci anni fa? L’Association festeggiava il suo primo decennio, gli autori crescevano in popolarità e stava per concludersi il fortunatissimo Persepolis di Marjane Satrapi. Io, abbonato alle pubblicazioni dell’associazione da un paio di anni, nel 2002 pubblicavo sul sito Prospettiva Globale (ora editore) un articolo il cui titolo, oggi, non può che suonare tristemente ironico… Lo incollo di seguito come documento e testimonianza.

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