Internet nell'epoca della sua riproducibilità tecnica



L’untore

Nel primo mese d’esistenza di questo blog, che all’epoca si chiamava in altro modo, ed era il 2003, raccontai un aneddoto quantomeno bizzarro: un celebre compositore americano aveva partecipato negli anni Cinquanta a un programma televisivo in Italia, distinguendosi come esperto di funghi. Lo avevo letto in una monografia molto seria, ma nessuno ne parlava su Internet. Poco a poco le cose cambiarono, e in rete iniziarono ad apparire menzioni di questa storia curiosa: da un lato, la moltiplicazione delle fonti (8 440 ad oggi) sembrava corroborare la verità dell’aneddoto, ma dall’altro, avrebbe dovuto insospettirmi… Come mai usavano le mie stesse parole? In buona fede, ho ritenuto corroboranti quelle nuove fonti che magari, in buona fede pure loro, avevano usato me come fonte. Intanto sui forum la gente impazziva e cercava il video, una cosa tanto assurda che di certo qualcuno in RAI avrebbe già dovuto tirarlo fuori.

Sette anni dopo, e da diversi mesi, questa storia figura sulla più celebre enciclopedia in rete. Nonostante i noti limiti di questa enciclopedia collaborativa, la lunga permanenza di un’informazione che riguarda un personaggio celebre avrebbe potuto essere un buon argomento a favore della veridicità della vicenda. Se non fosse per un piccolo dettaglio: l’enciclopedia accredita il mio blog come fonte. Ed così — per una naturale propensione a dubitare di me stesso — che ho iniziato a dubitare seriamente della partecipazione del compositore, dei milioni vinti, dei funghi, delle performances e dell’esistenza del fantomatico video. E per giunta a considerarmi come il principale responsabile di un contagio irreversibile.

Oppure é il contrario. Se fossi io il malato, e sani tutti gli altri? Basta fare una ricerca bibliografica in-testo, cosa che sei anni fa era molto più difficile, per scoprire che decine di libri, fin dagli anni Sessanta, accreditano la leggenda. Il primo? Un giovane e insospettabile semiologo che per giunta, all’epoca, lavorava in RAI. Insospettabile? Oramai siamo come San Tommaso e vogliamo le prove: cosa ce ne facciamo delle innumerevoli testimonianze, tutte secondarie, ora che ci ha preso il sospetto che tutte rimandino a una sola, magari burlesca, e che si corroborino a vicenda, persino in buona fede? La notizia vera si è diffusa in rete, dal 2003, come si sarebbe diffusa se fosse stata falsa; o magari è la notizia falsa ad essersi diffusa tra le pagine dei libri come si sarebbe diffusa se fosse stata vera. Il meccanismo è esattamente lo stesso, perché “facilmente si crede ciò che si ha il bisogno di credere”. Solo la prova può fare la differenza. In assenza della quale, la vicenda del compositore micologo che si fa rimbrottare dall’everyman televisivo non è altro che un mito. Sarà anche “vera oppure falsa” come dicono i logici, ma resta un mito. Un bel mito, peraltro.

Un anno fa moriva in circostanza misteriose l’ultimo testimone della vicenda, trascinando il segreto nella sua tomba. È tempo di fondare una religione.



Lasciate che i pargoli vengano a me

Secondo le statistiche di questo blog, un considerevole numero di visitatori arriva qui per via del titolo di un vecchio articolo, un argomento celebre di un celebre romanzo di un celebre autore italiano studiato a scuola. In effetti, il mio articolo appare tra i primi risultati proposti da google per chi cerca l’argomento in questione. Lecito chiedersi, dunque: chi cerca informazioni sull’argomento? Qualche indizio ce lo può fornire la curva mensile degli accessi alla pagina, che si ripete identica ogni anno: la salita inizia a Settembre, più ripida da Gennaio, poi ad Aprile, per raggiungere l’apice nel mese di Giugno (circa 300 accessi), e scendere a picco ad Agosto (circa 30 accessi).

Non è difficile capire con chi abbiamo a che fare. Così, giunto alla conclusione che orde di studenti parassitano queste pagine, e magari incollano le mie frasi nei loro compiti, ho deciso che era cosa buona e giusta lucrare alle loro spalle.



Atomi

Per usare un eufemismo, direi che il progetto knol – ovvero la wikipedia di Google – “non decolla”. Fuor di figure retoriche, direi anche che il risultato è imbarazzante. E se fosse anche perché l’atomismo epistemologico alla base – l’idea che si possano isolare delle unità di conoscenza – non regge? Dalla teoria dell’informazione all’enciclopedia il passo forse non è così breve. Nel frattempo Picasa, il servizio di catalogazione fotografica della grande gì, ha imparato a riconoscere i volti. E poi non dovrei parlare di panottismo?



zang zang tumb tumblr

Questa cosa, invece, dovrebbe servirmi ad appuntare le cose interessanti sulle quali capito mentre giro per internet. Proviamo un poco.



L’ordine del discorso

Jean Véronis ha scoperto che il tasso di citazione dei candidati alle presidenziali francesi sui principali media nell’ultima settimana prima del voto equivale alla percentuale effettivamente ottenuta, con un margine minimo e una precisione di gran lunga superiore a quella fornita dai sondaggi.