Papa nell'epoca della sua riproducibilità tecnica



Doppelgänger

¬ę¬†Gli specchi e la copula sono abominevoli,
poich√© moltiplicano il numero degli uomini. ¬Ľ

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Il disertore ‚®Į


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Canone 332, comma 22

Io davvero non voglio guastare la triste festa a nessuno, ma la validit√† di queste dimissioni papali √® tutta da dimostrare. Anzi diciamolo chiaro e tondo: contrariamente a quello che si legge sui giornali di tutto il mondo, e contrariamente alla sua stessa volont√†,¬†Benedetto XVI non si √® dimesso. C’√® una ragione precisa per la quale i papi non osano quasi mai dare le dimissioni, una ragione contenuta tra le righe di quello stesso diritto canonico che in apparenza sembra autorizzarle. Questa ragione √® semplicissima: il papa si dimette perch√© non √® in grado di esercitare le sue funzioni, ma l’atto stesso di rinunciare appartiene alle sue funzioni. In altri termini, se il papa √® in grado di dimettersi ¬ęliberamente¬Ľ, √® anche in grado di esercitare il suo ruolo di papa. E viceversa, se il papa non √® in grado di esercitare le proprie funzioni ¬ęliberamente¬Ľ, le sue dimissioni non possono essere considerate valide. Dettaglio importante: codice alla mano, la rinuncia √® il solo atto pontificale che richiede esplicitamente la libert√† come condizione di felicit√†. Ma non √® appunto la mancanza di libert√† (¬ędiminuzione del vigore sia del corpo che dell’animo¬Ľ, ¬ęincapacit√† di amministrare¬Ľ) che Benedetto XVI ha invocato come motivazione della sua rinuncia?

Forse conoscete questo paradosso, anche noto come paradosso del comma 22: ¬ęChi √® pazzo pu√≤ chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non √® pazzo¬Ľ. Lo possiamo riformulare come segue per avvicinarci al senso implicito del canone in questione:

¬ęSe il papa non dispone del pieno libero arbitrio pu√≤ dimettersi, ma se non dispone del pieno libero arbitrio¬†le sue dimissioni non possono considerarsi valide¬Ľ

Naturalmente il papa non ha ammesso di avere perso le facolt√†: ha affermato che le sta perdendo, che le perder√†, ovvero che presto non sar√† libero nell’esercizio delle sue funzioni. Si parli di salute mentale o fisica, di solidit√† delle fede, di pressioni esterne… Ma i primi sintomi di decadimento, che hanno convinto Ratzinger a rinunciare, non sono gi√† sufficienti a farci dubitare della sua libert√† adesso? Insomma da un punto di vista logico le dimissioni papali sono sempre possibili ma non sono mai¬†valide. Se fossero valide, non sarebbero giustificabili. E dunque sarebbero senza senso, folli. E perci√≤ non sarebbero valide. Detto ancora altrimenti: l’assurda volont√† del papa di rinunciare al suo ministero non √® forse gi√† la prova del venir meno di quelle stesse facolt√† che rendono effettivo il suo atto di rinuncia?

Solo la morte libera il pontefice da questo paradosso, dalle funzioni e dalle responsabilit√† che lo vincolano. Solo la morte rende la sede effettivamente vacante. Per questo motivo, per fedelt√† alla logica interna del diritto canonico, invito tutti a considerare nulle le dimissioni di Benedetto XVI: egli rester√†, fino alla morte e persino (se Dio vorr√†)¬†attraverso la pazzia o l’incredulit√† o lo stato vegetativo, il solo e unico vescovo della Chiesa di Roma, capo del Collegio dei vescovi, vicario di Cristo e pastore qui in terra della Chiesa universale. Egli sar√† il nostro papa segreto.

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