sette nell'epoca della sua riproducibilità tecnica



Histoire d’O

Ridendo e scherzando, il sottoscritto è stato tra i primi, nel lontano 2003, ad attirare l’attenzione dei suoi quindici lettori sull’Ontopsicologia. Ed è ancora vivo! (i quindici lettori, sfortunatamente no) Ora, come mi hanno segnalato due lettori in qualche modo collegati alla faccenda, Peter Gomez dedica un lungo articolo sull‘Espresso all’ineffabile Professor Meneghetti e ai suoi discepoli, intenti a comporre un progetto enciclopedico “controverso”, finanziato dal biscione: Ovo. Nell’articolo viene citata un’altra vecchia conoscenza, oggi ontopsicologizzata (?!), che animò per breve tempo una “controversa” rivista di critica cinematografica che iniziai presto a sfottere. Delle “controverse” teorie del Prof. Meneghetti scrive oggi anche il “controverso” Miguel Martinez (con cui ebbi un breve scambio proprio all’epoca della prima indagine sul caso O). Secondo la sua analisi Meneghetti andrebbe a riempire con le sue teorie “un gigantesco scatolone vuoto, la Cultura di Destra”, per conto di un Marcello dell’Utri piuttosto confuso. La vicenda è senz’altro avvilente, e anche un po’ preoccupante, e direi pure “controversa”.

Resta sempre aperta l’ipotesi, su cui mi arrovellai, che l’ontopsicologia non esista. Tuttavia, come insegnano il Pendolo di Foucault e le avventure del “controverso” Gummo, l’inesistenza non è certo un ostacolo.



La verità (?) sull’ontopsicologia

La settimana scorsa, durante il programma il Tornasole di Andrea Pezzi (Raidue), è apparso il sommo Antonio Meneghetti, “laurea honoris causa in fisica per la scoperta del campo semantico” (sic). Non ho visto la puntata, ma accuso un incremento di accessi per via di qualche vecchio post sull’argomento (novembre 2003). Vi vengo incontro e riassumo la faccenda, radunando di seguito il materiale d’epoca.

L’Onto-Psicologia risulta essere

una sorta di psicoterapia non riconosciuta dalla scienza ufficiale, basata su intuizioni psicoanalitiche freudiane unite alla razionalità di sintesi e di analisi del filosofo della scienza Werner Heisemberg e dello studioso di logica matematica Kurt Godel.

Alcuni ne parlano esplitamente come di una setta. Su Internet ho trovato due risorse abbastanza eloquenti, cioè il sito ufficiale e un sito critico, che ci avverte subito:

La setta contrattacca sempre nello stesso modo, denunciando immediatamente tutti coloro che nominano l€’associazione senza farne parte, in modo da creare un alone di paura in tutti coloro che non vogliono guai giudiziari per così poco.

Perciò parliamone bene, ok? Anche voi, nei commenti.

Il fondatore della dottrina negli anni 1970 è Antonio Meneghetti, uomo di bell’aspetto e squisita intelligenza che altri descrivono malignamente come “un pluripregiudicato, ex frate francescano (…) soprannominato Il Professore perché laureato in sociologia, teologia e filosofia”. (Incredibile i pregiudizi che ci sono ancora nei confronti dei laureati in filosofia)
Il gruppo (che ha sedi in tutto il mondo e ha assunto svariati avatar: Melolistica, Psicotea, Cenacolo, Cinelogia, ecc.) sarebbe stato indagato dal Dipartimento di Polizia di Prevenzione del Ministero dell’Interno e dal SISDE, e risulterebbero casi di adepti scomparsi, ma probabilmente per loro distrazione, e non certo perché

nei corsi tenuti dal sodalizio verrebbero attuate metodologie dirette a modificare il carattere e la personalità dell’adepto, al punto di ottenere il totale condizionamento e devozione nei confronti del fondatore.

Lo stesso Meneghetti, miracolosamente riapparso, era dato per disperso in Brasile. Sul sito ufficiale si fa notare che si sono aperte cattedre di specializzazione post-lauream presso accreditate università di stato (anche se qualche invidioso smentisce titoli che Meneghetti si attribuisce). Un importante aspetto teorico sono i riferimenti alla teoria memetica, in relazione alla quale sono stati svolti dei convegni, uno dei quali dal titolo Ontopsicologia e Memetica, descritto come un’accozzaglia di pop-psicologia alternativa e promosso tra gli altri dal conduttore televisivo Andrea Pezzi, laureato in ontopsicologia all’università di San Pietroburgo.
Una serie d’inquietanti documenti (ai quali mi rifiuto di dare credito perché sospetto che il Prof. Meneghetti sia Dio in persona) legano la storia dell’ontopsicologia ad alcuni fatti di cronaca: la storia del figlio ontopsicologizzato che uccise il padre posseduto dal demonio o le condanne per omicidio a Meneghetti, i processi persi (contro Repubblica che sosteneva che il Professore “con la cura ontopsicologica truffava e violentava le malate”, ma suvvia: chi non lo farebbe?) e quelli vinti.
Per la cronaca, l’indice dell’Enciclopedia delle Religioni in Italia curata dal CESNUR inserisce l’Associazione Internazionale di Ontopsicologia nella categoria “Religioni e movimenti del potenziale umano” assieme alla Chiesa di Scientology e agli inoffensivi Umanisti.



Ontopsicologia: la beffa finale

Riceviamo e pubblichiamo.
From: “Lucas Corso” To: vue@excite.it

E’ col cuore gonfio che prendo in mano la tastiera per tracciare queste che saranno le ultime parole che io scriverò per narrare le singolari gesta del mio amico Tommaso Vilasi. E ra mia intenzione fermarmi qui e tacere in modo assoluto l’avvenimento che ha determinato nella mia esistenza un vuoto che lo scorrere di più di tre anni non ha ancora per nulla placato, ma alcune recenti polemiche e una lettera ricevuta dal colonnello Giacomo Pazzi, che vuole riabilitare la memoria del fratello, mi hanno forzato a raccontare la verità. La stampa ha fornito dell’accaduto solo tre versioni, sui siti ontoprovocation.net , vue.splinder.it [ qui e qui ] e ontospicologia.org , di cui due parziali e una palesemente falsa. [...]

Tocca a me, quindi, rivelare cos’è successo veramente tra Tommaso Vilasi, Andrea Pazzi e il Professor Moneghetti. Nell’autunno del 2000, Vilasi venne coinvolto assieme ad altri individui dalle singolari capacità nel progetto per la concezione di un non meglio precisato “progetto editoriale”, che sarebbe dovuto culminare alla fine del 2002 con la pubblicazione. Fu in questo periodo che Vilasi fece per la prima volta la conoscenza di Pazzi, che del progetto era l’ispiratore diretto e il principale responsabile. Tra le caratteristiche principali del mio amico Vilasi che ho cercato di mettere in risalto nei miei resoconti delle sue imprese c’era una sorprendente capacità di ricordare nozioni apparentemente inutili e di collegarle tra loro per creare percorsi originali e inediti attraverso campi apparentemente scollegati del sapere. Furono queste qualità, unite alla sua fama di migliore cacciatore di informazioni d’Europa, che spinsero i responsabili del progetto ad affidargli l’area scientifica. [...]

Che cosa accadde di preciso dopo rientra nel campo delle ipotesi, e tenterò di ricostruirlo utilizzando quel metodo deduttivo che il mio amico tentò tante volte di insegnarmi e per il quale andava giustamente famoso. E’ probabile che Andrea Pazzi, da lui definito ” il secondo uomo più pericoloso di Londra”, una volta messe le mani sulla monografia ne abbia intuito le potenzialità e ne abbia messo a parte il suo vecchio precettore Professor Moneghetti, il ” Napoleone dell’Ontopsicologia”. [...] Resta ben poco da dire sulla conclusione della vicenda. Durante la loro ultima discussione, che secondo la ricostruzione di alcuni esperti della polizia svizzera sfociò in un vero e proprio scontro, Vilasi e Pazzi precipitarono insieme nelle cascate di Wirklichung. E in quel calderone ribollente d’acqua giacciono per sempre, avvinghiati uno alle braccia dell’altro, il migliore segugio e il più grande trafficante di informazioni del nostro tempo.



Chi di sito critico ferisce

Mi stavo impantanando in ricerche, peraltro illuminanti, su destre radicali varie, mentre ancora langue la conclusione dell’inchiesta sull’ontopsicologia, quando le due cose si sono, come dire, toccate. Avevo da subito messo le mani avanti in ciò che riguarda le crociate cattoliche contro sette e pseudo-sette. Colgo dunque una graziosa simmetria nel fatto che il Centro di Ricerca sulle Nuove Religioni di Massimo Introvigne (CESNUR), attendibile fonte del sito critico dell’Ontopsicologia, abbia egli stesso un sito critico molto completo. Nel quale si mettono in luce i legami di Introvigne e della sua associazione con l’area del tradizionalismo cattolico, e precisamente Alleanza Cattolica (qui la scheda di Misteri d’Italia). Ma la catena non finisce certo qui: in un perpetuo e dialettico gioco al massacro bisognerebbe dire qualcosa di chi questo ulteriore sito critico anima, cioè Miguel Martinez, curatore del sito Kelebekler e addirittura messo nel sacco dei fascisti rossi da Corriere, Foglio e altri teorici dell’estremismo trasversale – trovando invero qualche spunto dal suo essere “del giro” del Campo Anti Imperialista e passato collaboratore della rivista di estrema destra Orion, in un crescendo di ambiguità incrociate paludose. A difendere Martinez ci pensa Giuseppe Genna (da poco “sdoganato” e assolto dal misericordioso Wu Ming) che oggi non a caso parla di popolo, di lotta di classe, di ottocento e di proto-sindacalismo.
M. Martinez precisa un paio di cose:

Non scrivo per Orion – qualche pubblicazione vicina a Orion ha ripreso dei miei scritti, cosa perfettamente lecita visto che sul mio sito preciso che chiunque è libero di farlo purché citi la fonte. A volte trovo i miei testi nei posti più improbabili. Non mi sento paludosamente ambiguo :-)) Ho vissuto con i Rom e nel mondo arabo, e mi è venuta una rabbia mostruosa contro tutti coloro che impongono il dominio in nome di fantasie di “scontro di civiltà“. Per questo, mi oppongo agli Introvigne, come mi oppongo a ogni forma di imperialismo. Un fatto istintivo, direi.



Ontopsicologia tra verità e finzione

Per un attimo ho creduto che l’ontopsicologia non esistesse. Per più di un attimo, invero. Visto come si diventa paranoici a coltivare senza freno le proprie ossessioni? La dietrologia si fonda sempre su mezzi indizi, e i miei mezzi indizi sull’inesistenza dell’oggetto delle mie indagini erano questi: un articolo di Andrea Pezzi sul magazine del Sole24Ore segnalato su un blog ma da nessun’altra parte; il fatto che a parlare esaurientemente di ontopsicologia sono soltanto due siti, uno pro e uno contro (altri citano o alludono), e in relazione a casi piuttosto gravi (presunti omicidi, violenze, sparizioni) questo stupisce (però ci sono ben dieci pagine di google sull’argomento); il fatto che il sito critico linki sempre pagine “interne” da lui salvate il cui originale non è reperibile; i legami teorici con la teoria memetica e quindi con concetti di disinformazione e allucinazioni epidemiche; la definizione della dottrina molto vaga e ambigua, praticamente senza senso. Avevo persino una mezza idea di continuare io stesso l’alternate reality game, che però – mi sono accorto – non è tale: i libri di Meneghetti esistono, e tutte le informazioni in rete si riferiscono ad un’entità reale. Dunque ogni enunciato nel quale si predica qualcosa dell’ontopsicologia è vero oppure falso (ed eventualmente diffamatorio), ma un senso ce l’ha. Nel primo caso, la difficoltà a reperire informazioni si potrebbe spiegare con un regime iniziatico, esoterico, o semplicemente omertoso, vigente all’interno dell’ontopsicologia. Inoltre, dai rischi legali connessi alla diffusione d’informazioni. Come sostenuto dal sito critico del fantomatico Joseph Inca, egli sarebbe stato in passato oscurato su xoom e ha riaperto il sito su server stranieri (un privilegio – come quello dell’anonimato – che noi qui non abbiamo). Nel secondo caso bisognerebbe supporre o che Inca abbia stilato una quantità enorme di falsi documenti (cioè finti articoli di giornale, finte citazioni di libri, ecc.), oppure che gli articoli, pur veri, facciano parte di una paranoia collettiva (montatura giornalistica, teorema giudiziaro) come quella che Luther Blissett mostrò essere alla base della persecuzione dei Bambini di Satana. Qui non prendiamo posizione; cerchiamo piuttosto di misurare la possibilità della rete di fornirci un’immagine parzialmente attendibile di una realtà enigmatica e sfuggente.