à rebours: Tolstoj

Ho pensato che non fosse una cattiva idea affrontare al contrario la lettura di Guerra e Pace: dall’ultimo capitolo al primo. Mi trovo così a fare i conti con il secondo epilogo, una lunga tirata sul senso della Storia. Ciò mi dispone da subito positivamente: l’intero libro sarà dunque la controparte narrativa delle meditazioni che lo concludono? E perché l’intento filosofico non viene dichiarato da principio, ma spunta in coda, furtivo? La lettura inversa si rivela quantomai proficua: sarà forse possibile risalire la corrente argomentativa, ammirare l’impalcatura teorica, svelare dietro al romanzo l’esperimento. Insomma giocare a smontare l’orologio, accettando il rischio di non riuscire a vedere l’ora.

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