Umberto Galimberti nell'epoca della sua riproducibilità tecnica



Galimberti, si adegui

Fresco di un’ora fa, ecco il comunicato stampa dell’università Ca’ Foscari di Venezia a proposito del caso Galimberti :

L’Advisory Board dell’Università Ca’ Foscari Venezia ha concluso l’esame della segnalazione giunta nei mesi scorsi relativa al lavoro del professor Umberto Galimberti. L’iter procedurale è terminato con un richiamo affinché il docente voglia adeguarsi nella redazione dei testi scientifici all’uso sistematico della citazione delle fonti secondo la prassi condivisa e consolidata nel campo della ricerca nazionale e internazionale.

L’organismo di controllo interno dell’ateneo veneziano ha concluso il suo iter d’esame iniziato lo scorso 25 maggio su mandato deliberato dal Senato Accademico, della segnalazione giunta a proposito di un uso sistematico di “copia ed incolla” nella produzione scientifica del professor Galimberti.

«Abbiamo affrontato con serietà e tempestività questa vicenda – spiega il rettore Carlo Carraro – Così come abbiamo scelto di valutare con attenzione l’originalità dei lavori dei nostri studenti attraverso l’introduzione del software anti plagio, allo stesso modo esaminiamo con cura i lavori dei suoi docenti. Il nostro obiettivo è quello di garantire la qualità della produzione scientifica dell’ateneo».

Lo scorso 27 maggio, il pro rettore alla valutazione Agostino Cortesi aveva inviato al professor Galimberti una lettera con la richiesta di una memoria scritta in risposta alle accuse di “clonazione libraria” segnalate.

Richiesta a cui il professor Galimberti ha risposto l’8 giugno con un documento scritto nel quale precisa la sua posizione rispetto agli episodi a lui attribuiti. Nella memoria il prof Galimberti chiarisce gran parte degli episodi attribuitigli e dimostra di aver già provveduto a correggere in edizioni successive dei volumi le omissioni nelle citazioni. L’Advisory Board di Ca’ Foscari si è quindi limitato a chiedere al prof Galimberti di attenersi sempre all’uso degli standard nazionali e internazionali per la doverosa citazione delle fonti.

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La misura della catastrofe

Umberto Galimberti cura la posta del cuore per un settimanale di costume, insegna filosofia all’università di Venezia e scrive saggi. Riguardo alla sua prima e principale attività, basti una breve descrizione:

Una pagina aperta sulle emozioni. Quelle che uomini e donne cercano di comunicarsi, e non sempre riescono. Uno spazio per riflettere insieme a Umberto Galimberti, che ogni settimana si affaccerà sul mondo delle donne. Così geloso di sé, e pudico. A volte incomprensibile agli uomini, perché sa combinare gli opposti. Il filosofo aspetta lettere e storie che lo disorientino. Parole diverse, che sappiano ignorare la logica. Fatte di desideri e silenzi. Levità e sofferenza. Come la femminilità.

Riguardo al suo ruolo accademico, ricordo che quando la facoltà stava ancora a Ca’ Nani Mocenigo una sera il professore, di fretta, mi lasciò il suo registro d’esame da consegnare a qualcuno. Io già che c’ero lo sfogliai e, trovandovi un’estenuante fila di trenta e trenta e lode, mi feci un’idea piuttosto negativa dei suoi metodi di valutazione. Infine riguardo alla terza attività, quella più precisamente filosofica, mi sono limitato a orecchiare le dicerie che circolano sul suo conto: il professore avrebbe una vistosa tendenza a riciclare nei suoi libri interi passi suoi e dei suoi studenti. Venne addirittura colto sul fatto un paio di anni fa, per un plagio che sembrava piuttosto il cattivo riciclaggio di un altrui prestito.

In principio, il riciclaggio e l’auto-riciclaggio non mi turbano. Possiamo ammettere che un professore si faccia aiutare dai suoi assistenti, e possiamo ammettere che vecchi articoli vengano utilizzati per scrivere libri, e viceversa. Il sottoscritto avendo letto praticamente ogni pagina scritta da Umberto Eco, di cui alcune riciclate, può confermare che il fenomeno non riguarda solo la produzione galimbertiana. Tutto sta nella misura. Ebbene, nel suo Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale. Teoria e pratica del “copia e incolla” filosofico, in uscita imminente per Coniglio, Francesco Bucci mostra che Umberto Galimberti ha travalicato vigorosamente questa misura. La rigorosa analisi quantitativa di Bucci (che sull’argomento aveva già scritto un articolo e che del nuovo libro ci manda un estratto) fornisce risultati davvero affascinanti. Non solo i “tassi di riuso” sono astronomici (fino al 95% di materiale riciclato), ma soprattutto, scrive l’autore,

questo estesissimo fenomeno di “copia e incolla” genera “anomalie”, spesso anche macroscopiche, di carattere logico e/o semantico. Oltre all’estraneità tematica dei brani, ci imbattiamo infatti frequentemente: in affermazioni, argomentazioni, giudizi ecc. tra loro contraddittori, contenuti non solo in libri diversi, ma anche all’interno dello stesso libro e anche a poche pagine di distanza; in brani contigui privi di nessi di consequenzialità; in discorsi uguali fatti su (o attribuiti a) pensatori diversi, appartenenti persino a differenti ambiti disciplinari; in parole dal significato radicalmente diverso usate indifferentemente come fossero sinonimi, e altro ancora come vedremo.

Gli esempi scovati da Bucci farebbero la fortuna di un novello Sokal che volesse ridicolizzare la filosofia continentale: uno stesso passo piuttosto vago che ritorna tre volte, la prima volta con “l’essere” come soggetto, la seconda con “il simbolo” e la terza con “il mito”; o un altro passo in cui Jung prende il posto di Heidegger. Se in effetti  il riciclaggio e l’auto-riciclaggio non mi turbano, il problema qui è il catastrofico risultato. Lo strategismo sentimentale è dietro l’angolo…



Comma sense

A causa di un errore tipografico, dall’ultimo libro di Umberto Galimberti, il noto editorialista dell’inserto femminile di Repubblica, sono scomparse le virgolette.