la fine dei tempi nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
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Who watches the watchmen?

Quinto Potere” √® il titolo dell’editoriale di¬†Ignacio Ramonet¬†in copertina del numero di ottobre del¬†Monde Diplomatique: partendo da un’analisi dell’inaffidabilit√† dei tradizionali mezzi d’informazione (e anzi del loro eccessivo potere), viene posta l’esigenza di creare dei dispositivi di controllo che svolgano una funzione critica nei confronti dei media tradizionali. A questo fine il 24 settembre a Parigi √® stato creato l’¬†Osservatorio Francese sui Media. L’idea alla base √® semplice e abbastanza foucaultiana: giacch√© i contropoteri si costituiscono come poteri, √® auspicabile una proliferazione di livelli di contropotere che si riequilibrino a vicenda. A questo scopo internet (e i blog, per esempio) potrebbero rappresentare il luogo di azione di questo quinto potere: in occasione della guerra in Iraq era stato attivato da¬†PeaceLink¬†un¬†Media Watch (osservatorio sulle menzogne di guerra) sul quale nello specifico avevo emesso¬†i miei dubbi (riassunto: la disinformazione dall’alto √® una classica arma bellica sulla quale √® superfluo fare i moralisti) ma che alla fine della fiera ha raccolto un certo numero di inquietanti esempi di manipolazione dell’opinione pubblica italiana e mondiale.

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Il disco infinito

La leggenda vuole che sul vinile originale di EVOL (1986) dei Sonic Youth l’ultima traccia del lato B (Expressway to your skull) fosse minutata “infinito” perch√© invece di terminare la coda strumentale del pezzo continuava a riavvolgersi su su stessa indefinitamente: io ho il cd e devo accontentarmi dei suoi torbidi sette minuti. Ho la fortuna per√≤ di avere in vinile Loveless (1991) dei My Blood Valentine che sarebbe un disco normalissimo (oltre che uno dei capolavori degli anni Novanta) se non fosse che ne ho una copia venuta male. Ha un bozzo a met√† di When you sleep, nel pieno di un bellissimo pezzo strumentale di rumore dolcissimo. Venuta male?

Questo bozzo ha un curioso effetto: fa impercettibilmente saltare il disco mandando in loop quel pezzo, che per il loop sembra fatto. Tant’√® che la prima volta che misi il disco, mi ci volle oltre mezz’ora di ascolto di quell’interminabile groove metafisico per prendere coscienza che tutta quella musica non ci poteva stare e che stavo irrimediabilmente ascoltando come un cretino un disco che continuava a saltare. Eppure il bozzo su questo disco sembra messo l√¨ apposta, dilatando oltre ogni limite gli eterei ronzii, fino a toccare l’eternit√†.

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Veterani del disordine

Qualcosa del genere l’abbiamo fatto tutti, ma adesso ha pure un nome.¬†ll¬†Book-shifting √® un’idea simpatica,¬†la solita giocosa operazione di terrorismo cognitivo, seppur stanca e velleitaria, da compiere magari per dare senso ai propri noiosi pomeriggi.¬†La dinamica √® semplice. Si scelgono due libri: uno¬†good¬†e uno¬†bad. Si prendono due o tre esemplari del tipo good e si posizionano sopra la pila dei libri bad (√® meglio che siano di dimensioni simili). I¬†l blog di¬†Golem¬†fa sua l’idea di¬†Tao e stila un¬†manifesto del dislocatore letterario. Oddio, se mi capita qualche dislocazione la faccio anche volentieri: ma cercare di risollevare la cultura letteraria rivolgendosi a quelli che i libri li scelgono a caso secondo le gerarchie di esposizione in vetrina, non mi sembra una grande vittoria.

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Nicole, sei stata nominata

Qualcuno ha visto il trailer cinematografico di¬†Dogville? Terrificante: stanno cercando di promuoverlo facendo leva su allusioni di stampo biecamente televisivo, cio√® la storia del confessionale¬†in cui gli attori andavano a sfogarsi. Non ho ancora capito se quelle scene appaiono o meno nel film (sarebbe coerente con i vari presupposti brechtiani tirati in ballo da chi l’ha visto) ma gi√† penso ai poveri ignari che cadranno nella trappola: l’accoppiata “¬†Nicole Kidman¬†+¬†Grande Fratello” √® bella tosta. Punto anche su questo.

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Ad nauseam ‚®Į
Cani ! ‚®Į
Caro video ‚®Į




Punto tutto su Marjane

Adesso va di moda¬†Marjane Satrapi. Ha iniziato a pubblicarla in Francia¬†L’Association nel 2001, e subito vince quel che c’era da vincere al festival del fumetto¬†di¬†Angoul√™me.¬†Persepolis si chiamava il libro: l’autobiografia di lei bambina nel bel mezzo delle convulsioni politiche iraniane. Un documento interessante, carini i disegni. Pedagogico, perlomeno. Poi qualcuno la scopre come analista politica, prima su¬†Internazionale¬†e adesso addirittura su¬†Le Monde: va bene non fa ridere, va bene non √® neppure particolarmente sagace, ma una tavola a fumetti ben disegnata (belli i suoi libri d’¬†illustrazioni) ogni tanto ci sta anche bene, e¬†Doonesbury¬†lo pubblicano gi√† su Linus. Poi √® venuta una¬†mostra a Ravenna, poi √® venuta la pubblicazione in¬†volumone cartonato di tutta l’epopea (gi√† in quattro fascicoli della¬†Lizard) per¬†Sperling & Kupfer, che vedo in bella mostra nelle Feltrinelli.¬†Sar√† un successo? Io ci punto, per il¬†fantacalcio dei libri trendy.





L’enigma Cadorna: varco dimensionale o illusione psicogeografica?

La stazione Cadorna F.N. di Milano rappresenta, per la psicogeografia, un enigma affascinante. Si tratta di una stazione ferroviaria in pieno centro, eppure non si hanno testimonianze di effetti sul normale itinerare cittadino causati dallo spazio intransitabile rappresentato dalle linee ferroviarie che ne partono. Esse non sono percepite, e la stazione da così l’ illusione di non occupare spazio. Ovviamente non è così: una prima indagine ha appurato che la stazione Cadorna non è un varco dimensionale, e che treni ne partono effettivamente. Ma il modo in cui lo spazio è stato gestito riesce a dare l’illusione al viandante che questo spazio sia del tutto percorribile, e che la stazione Cadorna non presenti alcun ostacolo a uomini e macchine. L’illusione urbanistica ha creato una rappresentazione collettiva dello spazio razionalmente inaccettabile ma che, dal punto di vista della vita pratica, la elimina come spazio problematico. Al borghese non risulterà impossibile la circumnavigazione perché non gli si porrà l’esigenza. La costruzione di esigenze è un prodotto dell’illusione urbanistica.





Gnosi e Cannibalismo: un esperimento ipertestuale

La storia delle piantine cyberpunk mi ha ricordato un esperimento che ho fatto qualche tempo fa.

L’esperimento parte da due premesse: che ogni sorta di combinazione tra ogni sorta di realt√† anche senza alcuna relazione apparente √® stata praticata o perlomeno pensata; che internet ci dia una fotografia certo molto parziale ma comunque meglio che niente della realt√† e del pensiero.¬†L’esperimento consiste quindi nell’ipotizzare due realt√† o concetti e cercare su internet, con un motore di ricerca, dove come se e perch√© qualcuno abbia affrontato la loro interazione.¬†TEMA¬†. Per esempio, chi si √® mai chiesto quale fosse la relazione tra cannibalismo¬†e¬†gnosticismo? Esistono sette gnostiche che predicano il cannibalismo come via verso la conoscenza? hanno un sito internet? come ci si iscrive? Ora, lo sapremo!

(continua)

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Ora sono cazzi

I Raeliani minacciano di distruggere Israele.





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