la fine dei tempi nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
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Io, come Melville

Meglio (diremmo oggi) farsi un minuscolo sito in Internet, nella speranza di incontrare altri transfughi dispersi: navigatori simili a Ulisse, omerici e danteschi insieme, che vogliono ritrovare la casa e, al contempo, riscoprire il mondo. E’ questa l’ultima e unica possibilit√† residua di inviare messaggi, richieste e aiuti con qualche remota speranza di risposta, di salvare quel Bartelby che si annida in ciascuno di noi…





Musica d’arredamento

Mi stavo chiedendo cosa fosse la musica Ambient. Cio√®, se l’ambient si possa dire un genere musicale oppure qualcosa di diverso, un modo della fruizione, un’alternativa alla musica.

Per Brian Eno, Ambient √® senza dubbio un genere. Se anche ne ascoltassimo con attenzione le note, vi ci dedicassimo esclusivamente e ci scrivessimo una tesi di laurea, essa continuerebbe a chiamarsi Ambient, e la parola A M B I E N T continuerebbe a risultare sulla copertina del disco. Eppure, oggi con il nome di Ambient si definiscono suoni molto differenti, da certa New Age all’elettronica Chill Out a Aphex Twin. Genericamente, si definisce ambient una musica che funga da sfondo sonoro ad uno spazio (chiuso?). Quindi non si parla di un genere, ma di un modo di fruizione, di uno stato ideale richiesto all’ascoltatore. E qui sorge forse il problema: la fruizione della musica, di qualsiasi musica, √® sempre pi√Ļ Ambient, sempre pi√Ļ distratta, sempre meno esclusiva. Ambient √® la condizione della fruizione musicale nell’epoca della riproducibilit√† tecnica.

Prima ancora (negli anni 1910), Erik Satie aveva gi√† inventato una “musica d’arredamento” che per√≤ falliva nel suo intento, non riuscendo a farsi puro sfondo – in quanto l’esibizione dal vivo esige sempre un’attenzione maggiore a quella che richiederebbe una carta da parati. Oggi, qualsiasi sua composizione registrata pu√≤ essere diffusa nell’atmosfera e fungere da carta da parati sonora. Fare Ambient oggi significa innanzitutto prendere coscienza che l’ascolto √® Ambient, comunque: il nuovo metro di valutazione sar√† sempre di pi√Ļ la banalit√†, la noia, il talento perverso di riuscire a non attirare l’attenzione dell’ascoltatore su nessun aspetto della composizione, che pu√≤ quindi (perch√© deve) essere dimenticata. Dal presente e dalla storia.

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Let’s do the time warp again

Le¬†time capsules¬†sono degli scatoloni (610 per la precisione) in cui¬†Andy Warhol¬†sigill√≤ ogni cosa che giudicava degna di essere conservata. Ora alcuni di questi sono stati aperti, i contenuti catalogati (le loro coerenze interne analizzate e svelate), ed infine per la prima volta esposti, al¬†museo di arte moderna di Francoforte (capolavoro anche architettonico, con le sua accuminate estremit√† angolari) fino al 25 febbraio 2004. Ai pi√Ļ accorti la cosa ricorder√† le 92 valigie di¬†Tulse Luper (l’immagine misteriosa di un¬†precedente post) o un qualsiasi delirio di¬†Peter Greenaway, nel medesimo sforzo di fornire una borgesiana tassonomia dell’universo. Ad altri, una sorta di “¬†frenulo in scatola”.

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Film dell’anno 2003

P.T. Anderson, Punch-Drunk Love

A.Sokurov, Arca Russa

H. Myazaki, La città incantata

D.Cronenberg, Spider

M. Scorsese, Gangs of New York

B. De Palma, Femme Fatale

S. Lee, Bamboozled (+ La 25a ora)

K. Smith,Dogma

S.Spielberg, Prova a prendermi (+ Minority Report)

F. Ozon, 8 femmes.

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La legatura magica

Chiamo¬†retorica speculativa¬†la tradizione letterata antifilosofica che corre¬†attraverso la storia occidentale fin dall’invenzione della filosofia. Ne dato l’avvento teorico, a Roma, nel 139. Il teorico ne fu¬†Fronto. Fronto scrive a¬†Marco Aurelio: “Capita che il filosofo possa essere impostore ed il letterato non possa esserlo. Il letterato √® ogni parola. D’altronde, la sua investigazione √® pi√Ļ profonda a causa dell’immagine.” Fronto afferma che l’arte delle immagini √® nel linguaggio paragonabile a ci√≤ che il sonno √® nei confronti dell’attivit√† diurna. Nella Grecia antica, il retore fu invidiato come uno stregone e perseguitato come tale. La natura stregonesca della retorica non √® difficile da svelare: √® che il linguaggio rende schiavi. Il legame, tale √® il logos, il linguaggio: la legatura magica. L’analisi √® slegamento: il filosofo dimostra; il retore mostra – e ci√≤ che mostra √® finestra aperta.

Pascal Quignard, Réthorique spéculative

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Frenulo in Giro

Il ¬ę¬†Fig (Frenulo in Giro)¬Ľ √® un vecchio quaderno di 232 pagine, a righe, con la copertina blu. Serve a raccogliere racconti, aneddoti, proverbi, poesie, fotografie, disegni, scontrini, biglietti, insetti, impronte digitali, capelli, collage, etichette, foglie secche, macchie di cibo o di vino, bruciature di sigaretta, fotocopie di verbali, multe, testamenti, copertine di dischi, la medagliette del vostro cane e tutto quello che vi viente in mente e che si pu√≤ attaccare a una pagina.

Intanto, ci siamo iscritti

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Usi e costumi del popolo eschimese

The Residents – Eskimo (1979/2003)

Nel 1979 qualcuno si occupava di traghettare la musica pop verso la propria negazione, compiendone invece il destino implicito. Nel frattempo, altrove, usciva un disco che poco o nulla aveva a che fare con la Storia (o meglio, con la storiografia, che ipostatizza le sue narrazioni condannando ai margini le anomalie). Era il 1979, ma in un’altra dimensione. Era il 1979 di Eskimo.

I Residents almeno un capolavoro “concettuale” lo avevano gi√† registrato (quel Third Reich & Roll che dirottava vent’anni di musica di consumo in uno straziante amalgama sonoro concentrazionista), e ancora uno li attendeva (le quaranta canzoni pop da costruire sottoponendo a triplo loop i jingle da un minuto del Commercial Album): ma in un modo o nell’altro, Eskimo √® assurto a loro disco simbolo. La storia del concept √® presto detta: si tratta di un disco dedicato agli usi e costumi del popolo eschimese, ispirato agli scritti e alle fotografie del misterioso N. Senada, gi√† loro mentore spirituale in altre deliranti manovre pseudo-situazioniste (tipo registrare un disco e pubblicarlo solo anni dopo, in tributo all’oscura teoria dell’oscurit√†).

Eskimo √® una specie di folle noise punk new age world music, con strumenti tradizionali distorti, echi e lamenti, che si conclude in elegia no-global per un popolo che l’Occidente ha, ancora una volta, salvato e devastato (qui i testi). La notizia comunque non √® questa: la notizia √® che √® uscito un dvd che ripropone il disco in questione corredandolo con uno slide show che da un corpo narrativo al flusso sonoro, che diventa colonna sonora di quello che √® praticamente un documentario, seppur misticheggiante e onirico. A condire il tutto, i soliti contenuti speciali. Tipo musicare quindici minuti di Nanook l’eschimese, film del 1922 di Robert Flaherty. Eccetera.

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Virus della mente

Qualcuno √® capitato qui cercando su google “¬†piantine cyberpunk”, davvero. Mi sono chiesto in cosa consista una piantina cyberpunk. Al che sono andato su google e ho cercato anch’io qualcosa sulle piantine cyberpunk. Nessuno dei siti elencati trattava di piantine cyberpunk. Chiss√† cosa penseranno i titolari dei siti sui quali sono capitato (che con le piantine cyberpunk c’entrano tanto quanto me) scoprendo la cosa. Forse si chiederanno cosa sia una piantina cyberpunk. E cercheranno su google. Eccetera, eccetera. All’infinito. Come un virus.¬†Non perpetrate l’infezione: non cercate su google informazioni sulle piantine cyberpunk.¬†(per√≤ a questo punto l’ho ripetuto abbastanza volte: vi baster√† digitare piantine cyberpunk e cliccare su “mi sento fortunato” per finire qui)





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