la fine dei tempi nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
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Nicole, sei stata nominata

Qualcuno ha visto il trailer cinematografico di¬†Dogville? Terrificante: stanno cercando di promuoverlo facendo leva su allusioni di stampo biecamente televisivo, cio√® la storia del confessionale¬†in cui gli attori andavano a sfogarsi. Non ho ancora capito se quelle scene appaiono o meno nel film (sarebbe coerente con i vari presupposti brechtiani tirati in ballo da chi l’ha visto) ma gi√† penso ai poveri ignari che cadranno nella trappola: l’accoppiata “¬†Nicole Kidman¬†+¬†Grande Fratello” √® bella tosta. Punto anche su questo.

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Ad nauseam ‚®Į
Cani ! ‚®Į
Caro video ‚®Į




Punto tutto su Marjane

Adesso va di moda¬†Marjane Satrapi. Ha iniziato a pubblicarla in Francia¬†L’Association nel 2001, e subito vince quel che c’era da vincere al festival del fumetto¬†di¬†Angoul√™me.¬†Persepolis si chiamava il libro: l’autobiografia di lei bambina nel bel mezzo delle convulsioni politiche iraniane. Un documento interessante, carini i disegni. Pedagogico, perlomeno. Poi qualcuno la scopre come analista politica, prima su¬†Internazionale¬†e adesso addirittura su¬†Le Monde: va bene non fa ridere, va bene non √® neppure particolarmente sagace, ma una tavola a fumetti ben disegnata (belli i suoi libri d’¬†illustrazioni) ogni tanto ci sta anche bene, e¬†Doonesbury¬†lo pubblicano gi√† su Linus. Poi √® venuta una¬†mostra a Ravenna, poi √® venuta la pubblicazione in¬†volumone cartonato di tutta l’epopea (gi√† in quattro fascicoli della¬†Lizard) per¬†Sperling & Kupfer, che vedo in bella mostra nelle Feltrinelli.¬†Sar√† un successo? Io ci punto, per il¬†fantacalcio dei libri trendy.





L’enigma Cadorna: varco dimensionale o illusione psicogeografica?

La stazione Cadorna F.N. di Milano rappresenta, per la psicogeografia, un enigma affascinante. Si tratta di una stazione ferroviaria in pieno centro, eppure non si hanno testimonianze di effetti sul normale itinerare cittadino causati dallo spazio intransitabile rappresentato dalle linee ferroviarie che ne partono. Esse non sono percepite, e la stazione da così l’ illusione di non occupare spazio. Ovviamente non è così: una prima indagine ha appurato che la stazione Cadorna non è un varco dimensionale, e che treni ne partono effettivamente. Ma il modo in cui lo spazio è stato gestito riesce a dare l’illusione al viandante che questo spazio sia del tutto percorribile, e che la stazione Cadorna non presenti alcun ostacolo a uomini e macchine. L’illusione urbanistica ha creato una rappresentazione collettiva dello spazio razionalmente inaccettabile ma che, dal punto di vista della vita pratica, la elimina come spazio problematico. Al borghese non risulterà impossibile la circumnavigazione perché non gli si porrà l’esigenza. La costruzione di esigenze è un prodotto dell’illusione urbanistica.





Gnosi e Cannibalismo: un esperimento ipertestuale

La storia delle piantine cyberpunk mi ha ricordato un esperimento che ho fatto qualche tempo fa.

L’esperimento parte da due premesse: che ogni sorta di combinazione tra ogni sorta di realt√† anche senza alcuna relazione apparente √® stata praticata o perlomeno pensata; che internet ci dia una fotografia certo molto parziale ma comunque meglio che niente della realt√† e del pensiero.¬†L’esperimento consiste quindi nell’ipotizzare due realt√† o concetti e cercare su internet, con un motore di ricerca, dove come se e perch√© qualcuno abbia affrontato la loro interazione.¬†TEMA¬†. Per esempio, chi si √® mai chiesto quale fosse la relazione tra cannibalismo¬†e¬†gnosticismo? Esistono sette gnostiche che predicano il cannibalismo come via verso la conoscenza? hanno un sito internet? come ci si iscrive? Ora, lo sapremo!

(continua)

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Ora sono cazzi

I Raeliani minacciano di distruggere Israele.





Post rock anno zero

Il concetto di trance music √® assai pi√Ļ ampio di quel che implica il nome. Non siamo tanto interessati alla trance music al suo stato pi√Ļ puro e minimale, quanto all’idea o all’elemento trance come si manifesta in differenti idiomi musicali. E’ un elemento che si pu√≤ cogliere sin da quando africani e asiatici presero a battere su percussioni artigianali, bench√© allora la sua funzione fosse soprattutto destinata a cerimonie e rituali. Ci sono suoni di pedaliere nell’organistica di Bach in cui un tono ripetitivo permea un intero passaggio. La musica pianistica di Satie e Debussy √® stata di fatto la ambient del XIX secolo. Anche il rock’n roll inizialmente fu visto come un pesante martellamento di percussioni accompagnato da testi incomprensibili. Oggi sembra che gli elementi trance siano diventati pienamente circolari parallelamente al fatto che l’idea di un certo minimalismo si √® infilitrata nel pop e che la ambient ha trovato una collocazione nella musica moderna ed √® diventata popolare la cosidetta new age. Una migliore definizione di trance music √® che √® musica con qualit√† ipnotiche reperibile dai Cabaret Voltaire a Brian Eno. (A. Produce, 1986)

Dovete sentirvi i Savage Republic, altro che post rock.

Srlogo

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The land of milk and honey

Qualche post fa m’interrogavo sul¬†sionismo cristiano, ovvero la tendenza di certi integralisti statunitensi a considerare come criterio normativo¬†geopolitico¬†lo stato di cose descritto nell’Antico Testamento. Sapevo dei coloni britannici che, sbarcati a fine ottocento in Terra Santa, gi√† conoscevano tutti i luoghi avendone letto nella Bibbia. Certo sono presupposti che non contribuiscono ad un approccio lucido a queste questioni. Per caso mi √® capitato sotto mano un libro del quale ignoravo l’esistenza:¬†Clarel, l’ultima opera di¬†Herman Melville. Si tratta di un poema di quattrocento pagine che descrive il pellegrinaggio in Palestina di un giovane teologo americano. In alcuni versi traspare lo stupore di fronte allo sconvolgente incontro tra geografia mitica e geografia reale che mi √® sembrato ravvisare quando descrivevo la curiosa anomalia politica di cui sopra, e bene la illustra: “¬†La tradizione, senza trucchi e inganni,/ Qui regna – tradizione antica e ampia/ Infissa ai siti dov’√® in mostra il dramma -/ Tutto ha un suo posto: qui Lui fu sferzato;/ Lass√Ļ inchiodarono i soldati/ All’albero la Vittima” – “Lacci cos√¨ profondi/ Rendono caro il luogo, vero o falso che sia/ In quanto sito storico” – “Solo qualcosa qui turba taluni cuori:/ Una sorta di austera ripugnanza o di disprezzo/ O di cinismo, nel vedere il tempio/ Invaso in corti o in cortili abbandonati/ Da ambulanti versati nei soliti espedienti”.

PS:¬†Quest’altro post era un estratto dell’introduzione di Ruggero Bianchi all’edizione Einaudi di questo libro, che stabiliva un parallelo tra l’attitudine di Melville e aprirsi un sito internet (troppo lungo da spiegare…).





Io, come Melville

Meglio (diremmo oggi) farsi un minuscolo sito in Internet, nella speranza di incontrare altri transfughi dispersi: navigatori simili a Ulisse, omerici e danteschi insieme, che vogliono ritrovare la casa e, al contempo, riscoprire il mondo. E’ questa l’ultima e unica possibilit√† residua di inviare messaggi, richieste e aiuti con qualche remota speranza di risposta, di salvare quel Bartelby che si annida in ciascuno di noi…





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