la fine dei tempi nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
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Post rock anno zero

Il concetto di trance music √® assai pi√Ļ ampio di quel che implica il nome. Non siamo tanto interessati alla trance music al suo stato pi√Ļ puro e minimale, quanto all’idea o all’elemento trance come si manifesta in differenti idiomi musicali. E’ un elemento che si pu√≤ cogliere sin da quando africani e asiatici presero a battere su percussioni artigianali, bench√© allora la sua funzione fosse soprattutto destinata a cerimonie e rituali. Ci sono suoni di pedaliere nell’organistica di Bach in cui un tono ripetitivo permea un intero passaggio. La musica pianistica di Satie e Debussy √® stata di fatto la ambient del XIX secolo. Anche il rock’n roll inizialmente fu visto come un pesante martellamento di percussioni accompagnato da testi incomprensibili. Oggi sembra che gli elementi trance siano diventati pienamente circolari parallelamente al fatto che l’idea di un certo minimalismo si √® infilitrata nel pop e che la ambient ha trovato una collocazione nella musica moderna ed √® diventata popolare la cosidetta new age. Una migliore definizione di trance music √® che √® musica con qualit√† ipnotiche reperibile dai Cabaret Voltaire a Brian Eno. (A. Produce, 1986)

Dovete sentirvi i Savage Republic, altro che post rock.

Srlogo

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The land of milk and honey

Qualche post fa m’interrogavo sul¬†sionismo cristiano, ovvero la tendenza di certi integralisti statunitensi a considerare come criterio normativo¬†geopolitico¬†lo stato di cose descritto nell’Antico Testamento. Sapevo dei coloni britannici che, sbarcati a fine ottocento in Terra Santa, gi√† conoscevano tutti i luoghi avendone letto nella Bibbia. Certo sono presupposti che non contribuiscono ad un approccio lucido a queste questioni. Per caso mi √® capitato sotto mano un libro del quale ignoravo l’esistenza:¬†Clarel, l’ultima opera di¬†Herman Melville. Si tratta di un poema di quattrocento pagine che descrive il pellegrinaggio in Palestina di un giovane teologo americano. In alcuni versi traspare lo stupore di fronte allo sconvolgente incontro tra geografia mitica e geografia reale che mi √® sembrato ravvisare quando descrivevo la curiosa anomalia politica di cui sopra, e bene la illustra: “¬†La tradizione, senza trucchi e inganni,/ Qui regna – tradizione antica e ampia/ Infissa ai siti dov’√® in mostra il dramma -/ Tutto ha un suo posto: qui Lui fu sferzato;/ Lass√Ļ inchiodarono i soldati/ All’albero la Vittima” – “Lacci cos√¨ profondi/ Rendono caro il luogo, vero o falso che sia/ In quanto sito storico” – “Solo qualcosa qui turba taluni cuori:/ Una sorta di austera ripugnanza o di disprezzo/ O di cinismo, nel vedere il tempio/ Invaso in corti o in cortili abbandonati/ Da ambulanti versati nei soliti espedienti”.

PS:¬†Quest’altro post era un estratto dell’introduzione di Ruggero Bianchi all’edizione Einaudi di questo libro, che stabiliva un parallelo tra l’attitudine di Melville e aprirsi un sito internet (troppo lungo da spiegare…).





Io, come Melville

Meglio (diremmo oggi) farsi un minuscolo sito in Internet, nella speranza di incontrare altri transfughi dispersi: navigatori simili a Ulisse, omerici e danteschi insieme, che vogliono ritrovare la casa e, al contempo, riscoprire il mondo. E’ questa l’ultima e unica possibilit√† residua di inviare messaggi, richieste e aiuti con qualche remota speranza di risposta, di salvare quel Bartelby che si annida in ciascuno di noi…





Musica d’arredamento

Mi stavo chiedendo cosa fosse la musica Ambient. Cio√®, se l’ambient si possa dire un genere musicale oppure qualcosa di diverso, un modo della fruizione, un’alternativa alla musica.

Per Brian Eno, Ambient √® senza dubbio un genere. Se anche ne ascoltassimo con attenzione le note, vi ci dedicassimo esclusivamente e ci scrivessimo una tesi di laurea, essa continuerebbe a chiamarsi Ambient, e la parola A M B I E N T continuerebbe a risultare sulla copertina del disco. Eppure, oggi con il nome di Ambient si definiscono suoni molto differenti, da certa New Age all’elettronica Chill Out a Aphex Twin. Genericamente, si definisce ambient una musica che funga da sfondo sonoro ad uno spazio (chiuso?). Quindi non si parla di un genere, ma di un modo di fruizione, di uno stato ideale richiesto all’ascoltatore. E qui sorge forse il problema: la fruizione della musica, di qualsiasi musica, √® sempre pi√Ļ Ambient, sempre pi√Ļ distratta, sempre meno esclusiva. Ambient √® la condizione della fruizione musicale nell’epoca della riproducibilit√† tecnica.

Prima ancora (negli anni 1910), Erik Satie aveva gi√† inventato una “musica d’arredamento” che per√≤ falliva nel suo intento, non riuscendo a farsi puro sfondo – in quanto l’esibizione dal vivo esige sempre un’attenzione maggiore a quella che richiederebbe una carta da parati. Oggi, qualsiasi sua composizione registrata pu√≤ essere diffusa nell’atmosfera e fungere da carta da parati sonora. Fare Ambient oggi significa innanzitutto prendere coscienza che l’ascolto √® Ambient, comunque: il nuovo metro di valutazione sar√† sempre di pi√Ļ la banalit√†, la noia, il talento perverso di riuscire a non attirare l’attenzione dell’ascoltatore su nessun aspetto della composizione, che pu√≤ quindi (perch√© deve) essere dimenticata. Dal presente e dalla storia.

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Let’s do the time warp again

Le¬†time capsules¬†sono degli scatoloni (610 per la precisione) in cui¬†Andy Warhol¬†sigill√≤ ogni cosa che giudicava degna di essere conservata. Ora alcuni di questi sono stati aperti, i contenuti catalogati (le loro coerenze interne analizzate e svelate), ed infine per la prima volta esposti, al¬†museo di arte moderna di Francoforte (capolavoro anche architettonico, con le sua accuminate estremit√† angolari) fino al 25 febbraio 2004. Ai pi√Ļ accorti la cosa ricorder√† le 92 valigie di¬†Tulse Luper (l’immagine misteriosa di un¬†precedente post) o un qualsiasi delirio di¬†Peter Greenaway, nel medesimo sforzo di fornire una borgesiana tassonomia dell’universo. Ad altri, una sorta di “¬†frenulo in scatola”.

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Film dell’anno 2003

P.T. Anderson, Punch-Drunk Love

A.Sokurov, Arca Russa

H. Myazaki, La città incantata

D.Cronenberg, Spider

M. Scorsese, Gangs of New York

B. De Palma, Femme Fatale

S. Lee, Bamboozled (+ La 25a ora)

K. Smith,Dogma

S.Spielberg, Prova a prendermi (+ Minority Report)

F. Ozon, 8 femmes.

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La legatura magica

Chiamo¬†retorica speculativa¬†la tradizione letterata antifilosofica che corre¬†attraverso la storia occidentale fin dall’invenzione della filosofia. Ne dato l’avvento teorico, a Roma, nel 139. Il teorico ne fu¬†Fronto. Fronto scrive a¬†Marco Aurelio: “Capita che il filosofo possa essere impostore ed il letterato non possa esserlo. Il letterato √® ogni parola. D’altronde, la sua investigazione √® pi√Ļ profonda a causa dell’immagine.” Fronto afferma che l’arte delle immagini √® nel linguaggio paragonabile a ci√≤ che il sonno √® nei confronti dell’attivit√† diurna. Nella Grecia antica, il retore fu invidiato come uno stregone e perseguitato come tale. La natura stregonesca della retorica non √® difficile da svelare: √® che il linguaggio rende schiavi. Il legame, tale √® il logos, il linguaggio: la legatura magica. L’analisi √® slegamento: il filosofo dimostra; il retore mostra – e ci√≤ che mostra √® finestra aperta.

Pascal Quignard, Réthorique spéculative

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Frenulo in Giro

Il ¬ę¬†Fig (Frenulo in Giro)¬Ľ √® un vecchio quaderno di 232 pagine, a righe, con la copertina blu. Serve a raccogliere racconti, aneddoti, proverbi, poesie, fotografie, disegni, scontrini, biglietti, insetti, impronte digitali, capelli, collage, etichette, foglie secche, macchie di cibo o di vino, bruciature di sigaretta, fotocopie di verbali, multe, testamenti, copertine di dischi, la medagliette del vostro cane e tutto quello che vi viente in mente e che si pu√≤ attaccare a una pagina.

Intanto, ci siamo iscritti

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