L’Antilimbo
Frutto di un banale processo speculativo, si tratta dell’opposto del Limbo. Mentre quest’ultimo è definito come la regione dell’inferno che accoglie le anime dei bambini morti prima del battesimo, e nella versione di Dante gli spiriti magnanimi morti prima del Cristianesimo, l’Antilimbo sarebbe la periferia del paradiso dove finiscono i bambini che pur battezzati non hanno mai creduto in Dio, per ignoranza incolpevole.
La teoria dell’antilimbo si basa su un ragionamento di ferro: il battesimo è sacramento e non può perdere i suoi effetti salvifici se non a causa del peccato. Tuttavia l’ignoranza di Dio, quando sia incolpevole, non può essere vero peccato mortale. Infatti, come Socrate non poteva conoscere Cristo, così non possono conoscerlo molti dei bambini nati ed allevati dagli anni ‘70 in poi, quando la tradizione religiosa delle famiglie ha cominciato a declinare. Allo stesso modo, non possono conoscerlo quei bambini battezzati e poi allevati in paesi non cristiani perchè, ad esempio, rapiti da genitori musulmani. Di conseguenza, questi bambini sono salvi soltanto in virtù del battesimo, che gli è stato conferito per inerzia o nella speranza di un’educazione cristiana poi di fatto mancata.
Per essere salvi lo sono, ma non li si può certo accostare a coloro che hanno ricevuto il segno ed hanno creduto di cuore, unici degni del Paradiso vero e proprio. Pertanto, dopo la morte li attende una landa caliginosa, l’Antilimbo, dove non esiste sofferenza ed anzi essi godono di una gioia mediocre, appena sufficiente a mentenerli svegli.
Dal punto di vista morale la teoria dell’Antilimbo, ignorata o fiaccamente contestata dall’ortodossia cattolica, sembra giustificarsi solo in virtù di una tiepida compassione.

