Lipogrammi teologici
In letteratura, lipogramma (s.m.) è “un componimento letterario in cui, per artificio retorico, si omettono intenzionalmente tutte le parole che contengono una determinata lettera o sillaba” (De Mauro). Nell’ambito della letteratura potenziale, è stato reso celebre da La Disparition di Georges Perec, nel quale non ci sono parole con la “e”.
In modo del tutto simile, si possono (1) comporre teologie prive di tale o talaltra lettera e (2) riscrivere una teologia in un particolare regime di privazione alfabetica. Alla teologia cristiana senza la lettera “i” in molte lingue mancheranno Dio, Cristo e lo Spirito Santo, la Trinità tutta, ma senza gravi conseguenze: infiniti sinonimi e figure potranno venire in soccorso. Inoltre, si concederà come astuto aggiramento di questo ostacolo lipogrammatico la pratica della scrittura incompleta del Nome, in questa forma: D-o. Ma non pensiate allora che questo sia un vano esercizio di trascrizione. Spesso le parole, per l’usura, si riducono alla mutezza: esse non dicono più nulla. Il lipogramma teologico, privandoci delle parole, ci costringe a ripensare il loro significato. Al posto di Dio, si mostrerà il Padre. Al posto del Figlio, ci sarà forse il Salvatore, o l’Agnello.
Per questo ci permettiamo di consigliare ai pastori di ricorrere al lipogramma teologico per condurre le loro omelie: di volta in volta saranno costretti a rinunciare a certe parole, e ricomporre la loro teologia con nuovi elementi.

La pratica del lipogramma è lungi dall’avere semplici ripercussioni formali, insignificanti sul piano precisamente teologico del “contenuto”, laddove all’alfabeto sia riservato un particolare valore semantico. Questo accade in particolare nella Cabala ebraica, primitiva forma di Teologia Potenziale. Già Filone Alessandrino teneva in grande considerazione l’intrinseco legame tra le cose e le lettere che compongono i loro nomi: e dedicò un intero trattato, noto come De mutatione nominum, alle ragioni del cambiamento del nome di Abram in Abraham, o di Saraï in Sarah. Un lipogramma, dunque, può valere un trattato. Il testo fondatore della letteratura cabalistica, il Libro della Creazione, racconta della danza creatrice delle lettere dell’alfabeto all’origine di ogni cosa, e infinite leggende mettono in guardia dal loro potere: una lettera cancellata sulla fronte del Golem (l’aleph di emeth) lo consegna alla morte (meth); e se si scombinassero le lettere di Adam, il nome dell’uomo, il corpo stesso dell’uomo risulterebbe scombinato. Le strategie testuali cabalistiche (Notariqon, Temurà) giungono al paradosso ermeneutico: che non si legge più il testo, ma le lettere che lo compongono. Ogni lettera ha un significato: nella sua forma, nel suo numero, nella sua storia. Il lipogramma non è qui un divertimento macchinoso, ma nell’essenza della scrittura teologica lo strumento della perfezione del testo sacro. Forse, d’altronde, alcune cose o lettere non esistono semplicemente perché Dio si è vincolato a non usarle, per questa volta. Opificio di Creazione Potenziale…

